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Irap, rimborsi senza stress

Dalla legittimazione attiva alla presentazione del modello in caso di operazioni straordinarie o di successione mortis causa del contribuente alla esatta determinazione del perimetro delle spese per il personale assimilato da pendere a riferimento dei calcoli. Eccoli gli ultimi dubbi sul tappeto in merito alle istanze di rimborso delle imposte dirette per mancata deduzione analitica dell’Irap versata.

Un’operazione, questa dei rimborsi analitici, che sta arrivando proprio in questi giorni alla sua fase cruciale, da condurre in assenza di chiarimenti ufficiali da parte dell’Agenzia delle entrate ad eccezione delle istruzioni alla compilazione dei modelli telematici per la richiesta di rimborso.

Il personale assimilato.

Formano base di calcolo delle imposte dirette rimborsabili anche le spese del personale assimilato a quello dipendente e, conseguentemente, la quota dell’irap pagata afferente a tali costi.

Uno dei dubbi più frequenti degli operatori è appunto quello di delimitare con precisione quali siano queste spese.

In linea di massima è bene fin da subito precisare che deve ritenersi interamente deducibile la quota di irap pagata in relazione alle spese afferenti i compensi degli amministratori, dei collaboratori coordinati e continuativi, dei contratti a progetto nonché dell’amplia platea delle prestazioni di lavoro che risultano elencate nell’articolo 50 del Tuir.

Ovviamente nel concetto di spesa per tali tipologie di prestazioni di lavoro assimilato rientrano non soltanto gli emolumenti corrisposti ai collaboratori ma anche tutti gli oneri accessori alle stesse facenti carico al committente (oneri sociali, assicurativi, rimborsi spese, indennità ecc.).

Se questo è il perimetro al quale bisogna fare riferimento in materia di spese per il personale assimilato vi sono tuttavia alcune esclusioni che non possono essere dimenticate.

Il riferimento è a tutti quei costi aventi natura di vere e proprie prestazioni di lavoro autonomo, anche occasionale, nonché alle prestazioni di associazione in partecipazione con apporto d’opera. Classico caso di esclusione, che rientra proprio fra quelli da ultimo citati, riguarda il compenso all’amministratore o al collaboratore per il quale tali attività sono da considerarsi oggetto della sua attività libero professionale (esempio commercialisti o avvocati).

Interessi passivi e oneri assimilati. Le istruzioni alla compilazione dell’istanza di rimborso delle imposte dirette per la mancata deduzione analitica dell’irap hanno confermato la possibilità di coesistenza fra detta deduzione analitica e quella forfettaria del 10% concessa a suo tempo dal dl 185/08, a condizione che nell’esercizio di riferimento tale ultima deduzione sia stata giustificata, in tutto o in parte, dalla partecipazione al valore della produzione imponibile di spese per interessi passivi e oneri assimilati non ammessi in deduzione nella determinazione dello stesso.

Il fatto che le istruzioni si limitino ad elencare i soli interessi passivi ed oneri assimilati non deve far comunque dimenticare che tale componente deve essere valutata al netto degli interessi attivi e proventi assimilati così come previsto dalla norma primaria alla quale si fa riferimento (articolo 6 del dl 185/2008).

Saldo Irap 2006. Una delle questioni sul tappeto riguarda l’inclusione del saldo Irap dell’anno 2006, pagato nel corso del 2007, nella base di computo delle imposte dirette rimborsabili per tale ultima annualità.

Il dubbio nasce dal fatto che le stesse istruzioni alla compilazione del modello di rimborso telematico, dopo aver precisato che i contribuenti potranno richiedere a rimborso le maggiori imposte dirette versate (o la maggiore eccedenza di credito) dal 28 dicembre 2007, ricordano che per i versamenti in acconto il termine decadenziale per la richiesta di rimborso decorre dal versamento dei saldi, in ossequio a quanto precisato a suo tempo con la risoluzione n. 459/e del 2 dicembre 2008.

Il richiamo al suddetto documento di prassi amministrativa consente dunque di attrarre fra gli esercizi oggetto di richiesta di rimborso anche il 2007, ma, in via del tutto prudenziale, unicamente per quanto attiene agli eventuali acconti irap versati in tale esercizio. L’attenta lettura della risoluzione sopra citata potrebbe comunque portare a ritenere non del tutto ingiustificata l’inclusione anche dell’Irap versata a saldo per il periodo d’imposta 2006 nella base di calcolo delle imposte dirette da richiedere a rimborso.

Sul punto tuttavia sarebbe auspicabile una chiara presa di posizione dell’agenzia delle entrate.

L’imputazione a bilancio. Dulcis in fundo la richiesta di rimborso delle maggiori imposte dirette pagate negli esercizi 2007-2011 per effetto della mancata deduzione analitica dell’irap comporterà l’iscrizione in contabilità di un componente attivo di reddito esente da tassazione.

Tale componente potrà sicuramente essere imputato all’esercizio 2012 nel quale si andrà a iscrivere un credito nei confronti dell’erario pari all’importo complessivamente richiesto a rimborso, in contropartita di una sopravvenienza attiva non tassata di pari importo.

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