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Irap, riduzioni in forse

Le riduzioni delle aliquote Irap (ordinaria dal 3,90 al 3,50%), previste per il periodo d’imposta 2014, non troveranno, di fatto, applicazione. Ne è stata, infatti, proposta l’abrogazione nella legge di Stabilità 2015, ancora in attesa di approvazione. Così l’Associazione fra le società italiane per azioni (Assonime) che, sulla determinazione e versamento della seconda o unica rata degli acconti d’imposta (si vedano ItaliaOggi, 25/11/2014 e 26/11/2014) ha emanato la circolare 32 di ieri. La circolare interviene su tutti gli aspetti relativi alla determinazione degli acconti, comprese le modalità di determinazione. In particolare, poi, approfondisce le novità normative e interpretative intervenute successivamente al versamento della prima rata di acconto per il 2014. Di fatto, l’associazione indica le modifiche e le precisazioni intervenute in corso del periodo d’imposta, che incidono sul versamento del secondo acconto. In merito alle società in perdita sistemica, si evidenzia che il decreto sulle semplificazioni, la cui pubblicazione in G.U. è attesa per la fine della settimana, ha previsto l’allungamento del periodo di osservazione (da 3 a 5 esercizi), fermo restando le eventuali cause di disapplicazione e/o esclusioni, a decorrere dal 2014, con la conseguenza che le penalizzazioni previste (tra cui l’applicazione dell’addizionale del 10,5% dell’Ires) potrebbero risultare inapplicabili in detto periodo d’imposta (2014). La seconda novità è rappresentata dalle disposizioni, in tema di Irap, previste dal ddl Stabilità 2015, che prevedono l’abrogazione dell’art. 2, dl 66/2014, che modificava l’art. 16, dlgs 446/1997, con effetti dal 2014, con la conseguenza che le previste riduzioni delle aliquote (ordinaria dal 3,90% al 3,50%) non troveranno applicazione per i soggetti con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare, dovendo applicare le aliquote già vigenti (e non ridotte). Con riferimento alle perdite su crediti e alla conversione in credito d’imposta delle imposte anticipate (Dta), l’associazione prende atto di alcuni documenti di prassi emanati dall’Agenzia delle entrate (ris. 20/10/2014 n. 92/E) dopo il versamento del primo acconto. Sul punto, tra le indicazioni è presente quella per la quale, in sede di dichiarazione dei redditi, possono essere convertite le imposte anticipate relative alla perdita fiscale generata, anche se le stesse non risultano iscritte nel bilancio dell’esercizio in cui la detta perdita è stata evidenziata. Si da atto dell’estensione della deducibilità delle spese per emissione delle cambiali finanziarie ai grandi emittenti, come banche e società per azioni quotate (Agenzia delle entrate, ris. 26/09/2014 n. 29/E), e della corretta applicazione della disciplina destinata alle start up innovative (ris. 14/10/2014). Sul primo punto, oltre che estendere l’ambito applicativo, le Entrate hanno confermato che, per quanto concerne l’ambito temporale di deducibilità delle spese di emissione, queste ultime sono da ritenere rilevanti «nell’esercizio in cui sono state sostenute indipendentemente dal criterio di imputazione a bilancio», acclarando un criterio di cassa, per giunta facoltativo, per la deducibilità, dovendo prescindere dal fatto che le stesse siano o meno transitate dal conto economico. Per quanto concerne la seconda problematica, quella inerente alle «start up innovative», l’Agenzia ha precisato il concetto di «forza lavoro», nel quale devono rientrare qualsiasi lavoratore impiegato che percepisca un reddito di lavoro dipendente o assimilato, con la conseguenza che, assumono rilevanza anche i soci amministratori, se retribuiti, mentre restano sempre esclusi i consulenti esterni titolari di partita Iva.

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