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Irap, nel decreto Rilancio uno sconto da 2 miliardi Il governo apre alle imprese

Cancellato il saldo 2019 e l’acconto 2020 Irap del 16 giugno. Il governo asseconda le richieste di Confindustria, sostenute anche da Italia Viva, scontando alle imprese sopra i 5 milioni di fatturato l’imposta che pagano sul reddito: 2 miliardi di abbuono. È l’ultima novità del decreto Rilancio da 155 miliardi – di cui 100 di garanzie per la liquidità atteso oggi in Consiglio dei ministri, anticipata dal ministro dell’Economia Gualtieri. Ma c’è un’altra grana da risolvere: la cassa integrazione. Non solo come sveltire l’iter: «Accelereremo le procedure», garantisce Gualtieri. Ma anche come colmare un buco emerso in questi giorni. Le richieste sono esplose e bisogna coprire 2,8 miliardi di spesa in più rispetto ai 5 miliardi stanziati dal Cura Italia di marzo.
In particolare, lo stanziamento da 1,347 miliardi per il Fondo di integrazione salariale (Fis) che paga l’assegno ordinario alle imprese del turismo e terziario sopra i 5 dipendenti – non coperte da Cig – è finito. Inps non può più inoltrare le domande perché il sistema informatico avverte: “Raggiunto il valore soglia di 1,347 miliardi imputabile al finanziamento statale”.
Ecco che il governo pensa di raddoppiare le settimane di Cig e Fis portandole a 18 complessive – stanziando 15 miliardi, in grado di coprire anche gli avanzi del Cura Italia. In totale il pacchetto lavoro vale 25 miliardi: gli altri 10 miliardi si distribuiscono tra Rem, il Reddito di emergenza (1,2 miliardi, pagato in due quote da 400 euro per il single, fino a 800 euro per famiglia), rinnovo di congedi parentali, bonus babysitter, indennità per gli autonomi (da 600 euro per aprile, in automatico a chi ha fatto domanda a marzo, e da 1.000 euro per maggio solo in presenza di un calo di fatturato di un terzo), nuovo bonus da 500 euro per due mesi a badanti e colf. Tra le novità, anche una “sovvenzione” anti-fallimento per imprese a rischio: lo Stato paga l’80% delle retribuzioni dei dipendenti fino a 12 mesi, purché l’azienda non chiuda i battenti.
Il pacchetto imprese dovrebbe invece valere 11 miliardi. Tra le misure, un triplo intervento di sostegno: ristori a fondo perduto per le piccole imprese (con fatturato sotto i 5 milioni) fino a 62 mila euro via bonifico dell’Agenzia delle entrate, sostegno agli aumenti di capitale per quelle medie (tra 5 e 50 milioni di fatturato, con perdita di un terzo dei ricavi) e intervento della Cassa depositi e prestiti per quelle grandi. Saranno sbloccati 12 miliardi di debiti della Pubblica amministrazione. Arriva uno sconto per tre mesi sulle bollette elettriche delle imprese (600 milioni). Tosap azzerata a bar e ristoranti che mettono tavolini all’aperto. Credito di imposta fino a 80 mila euro a ristoro dell’80% delle spese sostenute per riaprire in sicurezza. Alla Sanità, vanno 3 miliardi: 3.500 posti di terapia intensiva resi strutturali, 4.225 di sub-intensiva riqualificati, 10 mila assunzioni a tempo di infermieri – stabilizzabili nel 2021 – premio da 1.000 euro erogabile dalle Regioni al personale sanitario. Alla Scuola, destinato 1 miliardo in due anni (400 milioni nel 2020) per le misure anti-contagio, 65 milioni a asili e nidi delle paritarie, 150 milioni per i centri estivi. Iva azzerata su mascherine, disinfettati, ventilatori.
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