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Irap in soffitta, e restyling Iva

Addio all’Irap, rimodulazione delle aliquote Iva e un futuro duale per il sistema fiscale, niente patrimoniale ma una revisione degli estimi catastali dovrà prima o poi essere avviata, sistemazione delle leggi tributarie in un codice e proroga al 2023 del Superbonus in legge di bilancio con il monitoraggio dell’efficacia degli interventi. Sono queste alcune delle indicazioni che ha fornito in audizione, al Senato, ,ieri il ministro dell’economia Daniele Franco sui lavori della riforma fiscale che diventerà legge delega entro il 30 luglio. Sulle risorse il ministro dell’economia ha precisato che non è sostenibile una riforma fiscale in deficit e che si darà la precedenza all’introduzione delle misure che garantiscono interventi di semplificazione a costo zero.

«Entro la fine di questo mese il governo presenterà la proposta di legge delega che terrà delle indicazioni contenute nel documento parlamentare». Lo ha ribadito il ministro dell’economia Daniele Franco, concludendo l’audizione alla Camera sulla riforma del fisco.

«Non possiamo mettere a rischio la tenuta del conti pubblici, in particolare in questa fase». ha ripetuto più volte Franco nel suo intervento, non si conoscono, causa pandemia, gli impegni di spesa da affronta, per esempio ha ricordato Franco nel campo sanitario: « Gli interventi in materia di imposizione personale sui redditi e di superamento dell’Irap sono certamente tra gli interventi più urgenti cui sarà opportuno destinare risorse non appena queste si renderanno disponibili». La direzione indicata da Franco è chiara: «L’azione di semplificazione va avviata rapidamente e più in generale tutto ciò che non ha un costo per le finanze pubbliche andrebbe portato avanti fin da subito». L’introduzione della riforma secondo l’agenda del governo sarà graduale: «mano a mano che recupereremo risorse nel dare attuazione alla delega stessa e anche attraverso il contrasto all’evasione fiscale e alla razionalizzazione della spesa». Più nel dettaglio Franco ha condiviso molti punti del lavoro presentato il 30 giugno dalla commissione bicamerale per la riforma dell’Irpef e ha spiegato che molto del lavoro parlamentare sarà presente nella legge delega.

Incalzato dalle domande dei parlamentari ha cercato di sgombrare il dubbio sulla possibile introduzione di una patrimoniale: «L’ipotesi di introdurre nuove forme di patrimoniale non è sul tavolo. Abbiamo già delle forme di tassazione che sono patrimoniali». Non ci sarà dunque nella legge delega, anche se a margine rispondendo ai deputati sulla revisione del catasto, il ministro non ha escluso che in futuro si dovrà avviare una riforma.

Sulla riforma degli acconti e della ritenuta d’acconto, Franco evidenzia che: «Una riforma delle modalità di versamento delle imposte per gli autonomi, in linea generale, direi che è qualcosa che può essere sul tavolo e quindi se ne può senz’altro parlare. Ovviamente vanno valutati gli aspetti tecnici e vanno valutati gli effetti di finanza pubblica», possibile dunque che l’intervento possa essere innestato nel regime premiale degli Isa.

Per quanto riguarda l’Iva, l’idea di Franco è quello non di aumentare l’Iva: «Non ho in mente un aumento dell’Iva. Magari una razionalizzazione del numero delle aliquote e anche una ricomposizione dei beni delle varie categorie sì ma che non dovrebbe essere associato a un aumento del prelievo complessivo».

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