Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Irap e rimborsi, percorso difficile

Non sarà una passeggiata. Il recupero dell’Irap pagata sul costo del lavoro dal 2007 al 2011 sarà una corsa a ostacoli per imprese e professionisti. Si partirà venerdì dalle Marche e si continuerà seguendo il calendario fissato dall’agenzia delle Entrate fino al 15 marzo quando scenderanno in pista i contribuenti delle province di Brescia, Cremona e Mantova.
Sono almeno tre le difficoltà lungo la strada della restituzione dell’imposta versata e per cui era preclusa la deducibilità dall’Irpef o dall’Ires (a seconda della forma societaria adottata). Una procedura complicata. Recuperi spesso di poche migliaia di euro. Incertezza sui tempi di erogazione del rimborso. Ma vediamo nel dettaglio.
I conteggi
La complessità della procedura risiede non solo nella procedura di invio della richiesta che viaggerà esclusivamente lungo i canali telematici dell’Agenzia. Piuttosto è tutta la fase di preparazione alla compilazione del modello che crea più di un grattacapo. A partire dal calcolo del costo del personale sostenuto negli anni passati che va “depurato” della somma già portata in deduzione per poi arrivare allo sconto in più a cui si ha diritto. Di fatto, sarà come rifare i calcoli sia per la dichiarazione Irap che per la dichiarazione dei redditi. Con una serie di complicazioni aggiuntive che riguardano tanto i grandi quanto i piccoli contribuenti. A partire dalla procedura di ricalcolo per le società in perdita: un fenomeno tutt’altro che marginale, se si pensa che un contribuente su tre soggetto a Ires ha registrato un “rosso” fiscale nel 2010 (si veda Il Sole 24 Ore di ieri). O se si pensa alle piccole compagini e alle imprese familiari, dove si rende indispensabile ricostruire la situazione reddituale dei soci persone fisiche e dei componenti dell’azienda.
Recuperi esigui
Ma questo sforzo è proporzionale agli effettivi vantaggi? A guardare qualche simulazione la convenienza sembra davvero limitata. Una Srl con 25 dipendenti con un costo del lavoro di un milione di euro all’anno (di cui il 75% per retribuzioni e il 25% contributi) alla fine si troverà a recuperare meno di 7mila euro per ciascun periodo d’imposta. Anche in questo caso la musica non cambia per i più piccoli. Un imprenditore individuale con un solo dipendente – situazione tutt’altro che remota se si considera la struttura produttiva italiana – con un costo annuale di 45mila euro arriverà a recuperare meno di 500 euro (da moltiplicare per gli anni interessati). Soprattutto questi soggetti dovranno anche sostenere il “costo da adempimento”, ossia la parcella del consulente che li assiste nella procedura di rimborso.
L’incognita dei tempi
L’altra domanda è quanto tempo sarà necessario per incassare i rimborsi. La precedente campagna che ha consentito di recuperare il 10% dell’imposta pagata sul costo del lavoro ha portato a tempi d’attesa arrivati in qualche caso fino a cinque anni. A questo si aggiunge anche qualche perplessità sulla copertura: le risorse dovranno essere garantite dal maxi-fondo per i rimborsi fiscali a disposizione dell’Agenzia. Ma pardossalmente questo è l’ostacolo minore perché molte imprese davanti a tutte queste complessità potrebbero anche desistere dal partecipare alla nuova corsa a ostacoli e non presentare la domanda.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

L’anno del Covid si porta via, oltre ai tanti morti, 150 miliardi di Pil. Ma oggi si può dire che...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Forte crescita dell’attività di private equity nei primi due mesi dell’anno. Secondo il dodices...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Goldman Sachs ha riavviato il suo trading desk di criptovalute e inizierà a trattare futures su bit...

Oggi sulla stampa