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Irap, benefici più ampi per le Pmi

Restyling del taglio dell’Irap per favorire maggiormente le piccole aziende. Rivisitazione della spending review, soprattutto nella tempistica e per il capitolo dei Comuni ma senza intaccare il sistema delle coperture destinato, anzi, ad essere rafforzato. E per chi è in debito con il fisco la possibilità di essere riammesso al beneficio della rateizzazione. Va prendendo forma il pacchetto ristretto di ritocchi al decreto Irpef, incluso l’alleggerimento della stretta sui beni d’impresa, che Governo e maggioranza contano di far passare al Senato. Quasi impossibile almeno per il momento, invece, un’estensione della platea dei beneficiari del bonus Irpef da 80 euro mensili che il Governo ha sostanzialmente blindato in attesa di recuperare, con la prossima legge di stabilità, le risorse necessarie per destinarlo dal 2015 anche a pensionati e incapienti.
A ribadire la blindatura del bonus Irpef è il viceministro dell’Economia, Enrico Morando: «Questo provvedimento ha un target preciso, i lavoratori dipendenti. È stata fatta una scelta, non c’è discussione su questo».
La partita in Parlamento non si annuncia però dall’esito del tutto scontato. Anche perché il cammino del provvedimento non sarà di quelli super-veloci. La Conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama ha deciso non solo che il provvedimento approderà in Aula dopo la tornata elettorale delle “europee” ma ha posticipato alle giornate comprese tra il 3 e il 5 giugno il via libera del Senato al testo. Alla Camera, pertanto, resteranno non più di una ventina di giorni per concedere il secondo disco verde. Già questa settimana, comunque, le commissioni Bilancio e Finanze, chiamate a esaminare il provvedimento in sede referente, dovrebbero cominciare a votare i primi articoli. Ieri sera, dopo alcuni rinvii per motivi tecnici, è scaduto il termine per la presentazione degli emendamenti da parte dei gruppi parlamentari (si veda l’articolo in basso). E proprio queste proposte di modifica costituiranno una delle basi su cui sviluppare il pacchetto di ritocchi selezionati da far passare.
Due i paletti fissati dal Governo: la sostanziale immodificabilità, almeno allo stato attuale, del bonus Irpef e la tutela del sistema di coperture. Che anzi la maggioranza punta a rendere ancora più stabile con interventi mirati. Uno snodo quello delle coperture che resta nevralgico. Con l’opposizione, Forza Italia in testa, che continua a definire il dispositivo messo a punto dal Governo per il decreto non adeguato e insufficiente. Un dispositivo finito nei giorni scorsi anche nel mirino dei tecnici del Servizio Bilancio di Palazzo Madama con conseguente botta e risposta polemico tra il premier Matteo Renzi, per il quale le coperture sono assolutamente solide e certe, e il presidente del Senato, Piero Grasso. A fornire ulteriori chiarimenti comunque ci sta pensando direttamente il ministero dell’Economia.
I tecnici di via XX Settembre lavorano anche, in raccordo con i relatori del provvedimento al Senato Cecilia Guerra del Pd e Antonio D’Alì per Ncd, alla selezione delle modifiche da far passare. Quasi certo il restyling del taglio dell’Irap in favore delle Pmi, annunciato nei giorni scorsi da D’Alì, su cui già convergono Pd e Ncd. Dal presidente della Commissione Finanze, Mauro Marino (Pd) arriva anche la riammissione al beneficio della rateizzazione delle cartelle esattoriali per chi è in debito con il Fisco. L’emendamento presentato prevede la riammissione a chi è decaduto prima del 22 giugno 2013 (prima del decreto del fare che ha riscritto le regole) e se si presenta apposita istanza di riammissione al pagamento a rate entro il prossimo 31 luglio. L’obiettivo è quello di recuperare risorse e introdurre un principio di equità tra chi oggi decade dopo 8 rate non pagate e chi al contrario, prima del 22 giugno 2013, era decaduto per sole due rate non rispettate. Un’altra modifica con molte chances di essere approvata è quella sul frazionamento in tre tappe (16 giugno, 16 settembre e 16 dicembre prossimi) del pagamento, ora in unica soluzione, dell’imposta sostitutiva a carico delle imprese che hanno rivalutato i loro asset (si veda il Sole 24 Ore del 9 maggio). L’altra relatrice Guerra considera possibili anche aggiustamenti tecnici sull’aumento dal 20 al 26% della tassazione delle rendite finanziarie. In particolare, si punta a equiparare il trattamento fiscale per le partecipazioni qualificate e non qualificate. C’è poi il capitolo della spending review. I Comuni hanno ottenuto dal ministro Pier Carlo Padoan l’apertura di un tavolo ad hoc. L’obiettivo è una ridefinizione del meccanismo, ma si lavorerà anche su tempistica e adempimenti.

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