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Ipotesi Telecom-Orange Parigi agita il risiko Tlc e Mediaset vola in Borsa

MILANO.
Telecom Italia protagonista a Piazza Affari: sia per le indiscrezioni di un rinnovato interesse da parte della francese Orange, sia per le nuove voci di un accordo tra Vivendi, che di Telecom è il primo azionista, e Mediaset, che del gruppo oggi è solo un fornitore di contenuti. Così, in Borsa Telecom ieri ha chiuso in rialzo dell’1,5% e Mediaset addirittura del 6%. Anche il premier Matteo Renzi ne è stato in parte responsabile: martedì a fianco del presidente francese François Hollande si era detto «felice dell’interesse di stranieri sulle aziende italiane». Ieri, fonti vicine a Plazzo Chigi hanno precisato che il primo ministro tricolore non si riferiva alle nozze tra Telecom e Orange ma ha fatto «un discorso più ampio ».
Ma che si consumi un matrimonio italo francese nelle tlc, o nei contenuti – dove da settimane Vivendi tratta con Mediaset (ma anche con Telefonica che controlla la tv spagnola a pagamento Digital+) per fare squadra contro il comune nemico Sky – poco conta. Quello che conta è che Telecom è preda e oggetto dell’interesse di vari interlocutori e lo stesso vale per Mediaset che è pronta a vendere sia le torri di Ei Towers sia le attività a pagamento di Mediaset Premium. Dopo aver ceduto l’11% della tv a pagamento a Telefonica, il gruppo di Cologno starebbe cercando un partner più grande nei contenuti, e l’avrebbe trovato in Vivendi che da sempre, anche grazie ai buoni offici del suo presidente Vincent Bollorè ha un rapporto consolidato con la famiglia Berlusconi. Da segnalare poi, che la partita per la conquista delle torri di Telecom di Inwit, entra nel vivo e dopodomani è atteso un cda delicato. La società è oggetto dell’interesse sia gli italiani di Ei Towers (di cui Mediset ha il 40%) sia degli spagnoli di Cellenx. Gli italiani, che a fine dicembre avevano offerto 5 euro per il 29,9% di Inwit, sarebbero pronti ad alzare la posta fino a 5,3 euro a patto che la stessa Inwit rilevi le torri telefoniche di Ei Towers, valutate 200 milioni. Gli spagnoli, che sono in tandem con Fsi, nella gara, erano invece pronti ad alzare la posta rispetto ai 4,5 euro offerti a dicembre. Ma di fronte alle manovre della asocietà del gruppo Fininvest potrebbero anche congelare la loro offerta. Solo minacce? Lo si vedrà nelle prossime ore.

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