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Ipoteche no limits

L’iscrizione ipotecaria per debiti tributari non trova ostacolo nell’esistenza di un fondo patrimoniale che comprenda il bene ipotecato. L’ipoteca, infatti, è un atto di natura meramente cautelare e conservativa, privo dell’effetto spoliativo che caratterizza, invece, la successiva fase di espropriazione immobiliare. Per questa ragione, l’iscrizione ipotecaria non soggiace alle limitazioni e agli ostacoli previsti per l’espropriazione, quali per esempio il valore minimo del bene soggetto al provvedimento o l’esistenza, appunto, di un fondo patrimoniale.

Questi i chiarimenti che provengono dalla Ctr di Brescia, espressi nella sentenza n. 1701/63/14. La vertenza trattata dal collegio tributario d’appello della Lombardia riguarda un’iscrizione ipotecaria effettuata da Equitalia Nord, avente a base pendenze tributarie. In primo grado, il contribuente aveva ottenuto l’annullamento del provvedimento, poiché effettuato su un bene il cui valore, diminuito delle passività ipotecarie, risultava essere inferiore al limite stabilito dall’articolo 76 del dpr 602/73 (8 mila euro all’epoca dei fatti). Lo stesso bene era anche ricompreso all’interno di un fondo patrimoniale, costituito per il soddisfacimento dei bisogni della famiglia e, come tale, inattaccabile dal fisco a parere del ricorrente. La Ctr di Brescia, adita con ricorso in appello presentato dall’Agente della riscossione, ha ribaltato il verdetto dei primi giudici, confermando la legittimità dell’iscrizione ipotecaria. Nelle motivazioni dei giudici d’appello, infatti, si legge che «l’ipoteca prevista dall’articolo 77 del dpr 602/73 è atto prodromico all’esecuzione e non parte di essa», per cui «non è applicabile la disposizione riguardante gli immobili di valore inferiore a 8 mila euro al netto delle passività ipotecarie, trattandosi di disposizione espressamente riferita alla successiva fase procedurale della espropriazione immobiliare». Dunque, essendone solamente un atto preordinato, l’iscrizione ipotecaria non risente degli stessi limiti previsti per la successiva fase espropriativa. Analogamente, «data la natura meramente cautelare e conservativa dell’iscrizione d’ipoteca, nessuna rilevanza può assumere l’esistenza di un fondo patrimoniale sul bene ipotecato». L’ipoteca, infatti, ricorda la Commissione, è un atto prodromico all’espropriazione, ma non implica necessariamente l’esecuzione della stessa, che attiene solamente a una fase successiva: «Nulla osta, pertanto, che il bene facente parte del fondo patrimoniale sia sottoposto a ipoteca, fermo restando che nella permanenza del fondo non sono possibili il pignoramento o altre azioni esecutive pregiudizievoli».

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