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Ipoteche legali, riprende la corsa

Mancati versamenti dei contributi previdenziali, dell’Iva o dell’Irap, ma anche imposte comunali non pagate. Sono alcuni dei casi nei quali – se il debito complessivo supera i 20mila euro – può scattare, da parte della Pubblica amministrazione centrale o locale, l’iscrizione di un’ipoteca legale su un immobile di proprietà del debitore, impresa o persona fisica che sia.
Ebbene, dopo tre anni e mezzo di forte calo – conseguenza in gran parte di alcune novità normative che hanno alzato la soglia minima di debito necessaria per poter procedere all’iscrizione di un’ipoteca (si veda l’articolo a fianco) – nel secondo semestre del 2012 si è assistito, su base nazionale, a una fortissima ripresa del numero di atti, aumentati del 413% rispetto al secondo semestre 2011 e cresciuti anche nei valori medi. La rilevazione, che propone uno spaccato regionale molto articolato, è stata effettuata da Experian, società leader nei servizi informativi per la prevenzione dei rischi di credito e di frode, operativa in Italia dal 1995, con attività concentrate soprattutto nei sistemi di informazione creditizia per banche e finanziarie, ambito in cui ha dato vita alla joint venture Experian-Cerved, partecipata in minoranza da Cerved.
«Le riscossioni forzose scattano quando il debitore non è in grado di pagare – osserva il direttore generale di Experian Italia, Giglio del Borgo –. Anche i dati rilevati per le ipoteche legali dicono che le famiglie stanno subendo la crisi. E ciò trova riscontro anche nel rallentamento delle dinamiche del credito, dai prestiti personali ai mutui e al credito finalizzato. Un fenomeno già evidenziato da Assofin e Banca d’Italia e del quale troviamo quotidiano riscontro nel nostro Sistema di informazioni creditizie».
Nell’elaborazione dei dati a livello regionale sono stati considerati – per una maggiore affidabilità dei dati, raccolti da tutte le conservatorie del Paese –, da una parte, i primi dieci mesi del 2012 e, dall’altra, l’arco temporale da maggio a ottobre. Il confronto tra i due periodi conferma, con punte molto elevate in alcune regioni, la ripresa delle iscrizioni di ipoteche legali immobiliari (non connesse ai mutui) nei tempi più recenti. Tra i territori che guidano il trend (si veda la tabella) svetta il Friuli-Venezia Giulia, seguito da Molise, Toscana e Umbria.
«Stimiamo che circa il 20% degli atti sia in capo alle imprese e l’80% riguardi persone fisiche – rileva Federico di Miele, responsabile analisi business information di Experian Italia –. Assorbita la novità sulle soglie, ci aspettiamo che l’impatto negativo sulle imprese aumenti, perché anche su altri indicatori, come ipoteche giudiziarie e pignoramenti, il trend è in crescita».
Dal Lazio, Unindustria rileva che «i correttivi legislativi, volti a delimitare i poteri di Equitalia e allo stesso tempo favorire i pagamenti dilazionati, hanno contenuto la dinamica di crescita delle ipoteche immobiliari fino all’inizio del 2012. Poi, l’acuirsi della crisi, l’inasprirsi della pressione fiscale e del credit crunch hanno invertito il trend, determinando un nuovo aumento delle esecuzioni forzate». Preoccupazione, ma non stupore, esprimono le Cna territoriali di Lombardia, Toscana e Friuli-Venezia Giulia. «Gli imprenditori stanno esaurendo la capacità di reggere alla crisi attingendo alle risorse personali – racconta Saverio Cristiano, responsabile Cna Lombardia per il rapporto banche-imprese –. Un imprenditore su due ha difficoltà nel rispettare le scadenze Iva o nel pagare i contributi previdenziali dei dipendenti. Molte imprese che vantano crediti con la Pubblica amministrazione non possono compensare i propri debiti con la stessa Pa; scattano le ipoteche e quegli immobili non possono più essere usati come garanzia nei confronti delle banche. Purtroppo non si intravvede ancora un’inversione di rotta rispetto a questa escalation negativa». Analisi condivisa dal presidente di Cna Toscana, Valter Tamburini: «Si è arrivati al paradosso di sequestri di immobili aziendali da parte di Equitalia, che hanno reso ancora più difficile a quelle aziende saldare i debiti». Il presidente della Cna di Udine, Nello Coppeto, conferma la preoccupazione per la crisi che attanaglia soprattutto le imprese più piccole: «Dal Governo non ci sono misure a sostegno delle imprese e il 2013 si annuncia ancora di recessione».
A fine giugno Equitalia decadrà definitivamente dai suoi compiti di riscossione dei tributi per conto degli enti locali. «Molti Comuni si stanno organizzando per agire in proprio – commenta Di Miele – e la discrezionalità operativa potrà avere effetti diversi sul territorio».

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