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Ipoteca, Ctp fuori

Decide il giudice ordinario sulla richiesta di risarcimento del danno per l’iscrizione illegittima dell’ipoteca sulla casa da parte dell’agente della riscossione. Infatti, l’ampliamento delle competenze delle commissioni tributarie da parte del decreto Bersani non contempla le richieste di ristoro. Lo hanno affermato le Sezioni unite civili della Corte di cassazione con la sentenza n. 14506 del 10 giugno 2013.

Se da un lato è vero che successivamente all’entrata in vigore dell’art. 35, comma 26-quinquies, del dl 4 luglio 2006, n. 223, che ha ampliato la categoria degli atti impugnabili dinanzi alle commissioni tributarie, le controversie aventi a oggetto l’impugnazione del provvedimento d’iscrizione di ipoteca sugli immobili, al quale l’Amministrazione finanziaria può ricorrere in sede di riscossione delle imposte sui redditi, ai sensi dell’art. 77 del dpr 602/73, sono devolute alla giurisdizione del giudice tributario, dall’altro va considerato che la domanda del cittadino proposta nei confronti del concessionario non concerneva il rapporto tributario, bensì l’illecito comportamento che a giudizio del contribuente il concessionario avrebbe tenuto nel procedere all’iscrizione di ipoteca. In altre parole, «qualora la domanda di risarcimento dei danni sia basata su comportamenti illeciti tenuti dall’Amministrazione finanziaria dello stato o di altri enti impositori, la controversia, avendo a oggetto una posizione sostanziale di diritto soggettivo del tutto indipendente dal rapporto tributario, è devoluta alla cognizione dell’autorità giudiziaria ordinaria, non potendo sussumersi in una delle fattispecie tipizzate che, ai sensi dell’art. 2 del dlgs n. 546 del 1992, rientrano nella giurisdizione esclusiva delle Commissioni tributarie. Infatti, anche nel campo tributario, l’attività della p.a. deve svolgersi nei limiti posti non solo dalla legge, ma anche dalla norma primaria del neminem laedere, per cui è consentito al giudice ordinario, al quale è pur sempre vietato stabilire se il potere discrezionale sia stato, o meno, opportunamente esercitato, accertare se vi sia stato, da parte dell’Amministrazione, un comportamento colposo tale che abbia determinato la violazione di un diritto soggettivo.

La vicenda riguarda un contribuente che si era visto iscrivere dal concessionario per la riscossione un’ipoteca sulla casa. L’atto era risultato illegittimo e aveva impedito al proprietario di portare a termine una compravendita nonostante il preliminare. Per questo lui aveva citato in causa davanti al Tribunale l’esattore chiedendo il risarcimento dei danni. Il giudice aveva declinato la sua competenza ora riaffermata in sede di legittimità.

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