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Ipo Poste, acquista anche il Kuwait

Si affaccia il primo fondo sovrano nell’Ipo di Poste Italiane. Si tratta di un fondo del golfo, in particolare del Kuwait, e questo lascia intuire che probabilmente è la Kia, la Kuwait Investment Authority, ad aver inoltrato un ordine piuttosto consistente, probabilmente per una quota superiore al 2% del capitale della società. Non bisogna, però, dare per scontato l’ingresso nel capitale perchè tutto dipenderà dal livello di prezzo offerto e da quale sarà il prezzo finale scelto dal ministero dell’Economia. Il fatto che il fondo sovrano si sia mosso all’ultimo momento, consapevole dunque del fatto che la domanda sui titoli ormai ha superato tre volte l’offerta, fa pensare che abbia formulato una proposta di prezzo al centro della forchetta di prezzo, che oscilla tra 6 e 7,5 euro, per evitare che l’ordine venga stralciato dal book per fare posto a chi ha offerto di più. Alcune fonti ieri sera accreditavano anche ordini da parte di un fondo sovrano di origine asiatica.
Ieri mattina, nel frattempo, è circolata la notizia che il consorzio di collocamento (Banca Imi, BofA Merrill Lynch, Citigroup, Mediobanca, UniCredit i global coordinator; bookrunners sono Banca Imi, BofA Merrill Lynch, Citigroup, Mediobanca, UniCredit,Credit Suisse, Goldman Sachs, JpMorgan, Morgan Stanley e Ubs. Rothschild e Clifford Chance sono advisor della società; Lazard e lo studio Gianni, Origoni e Grippo advisor del Tesoro)ha fornito agli investitori istituzionali una guidance di prezzo di 6,5-7 euro. Nella sostanza la forchetta di prezzo è stata ristretta e questo perchè la maggioranza delle offerte si concentra entro questo intervallo, per cui chi vuole restare nel book deve orientarsi in quella fascia o andare sopra i 7 euro.
La guidance conferma quanto indicato dal Sole24Ore nei giorni scorsi sul livello di prezzo che si stava formulando per questa Ipo. Difficile immaginare che il valore finale possa superare i 7 euro, forse potrebbe anche fermarsi subito sotto questa soglia.
Negli ultimi giorni sono continuati ad arrivare ordini da parte di importanti fondi nordamericani come Oaktree, oltre a Fidelity. Starebbe valutando l’offerta anche Blackrock: possibile che il fondo decida di farsi avanti oggi, come potrebbe accadere per molti altri importanti investitori istituzionali esteri. Il parterre degli investitori italiani sarebbe copioso, anche se per quantitativi più limitati: i maggiori gruppi sono rappresentanti, come Unicredit (attraverso Pioneer), IntesaSanPaolo, Generali, Kairos, ma ci sarebbero anche casse previdenziali come la Cassa Forense.
Resta ormai soltanto un giorno di offerta dei titoli Poste Italiane: l’Ipo chiuderà i battenti questo pomeriggio e per domani è attesa la comunicazione del prezzo definitivo da parte del ministero dell’Economia.
Oggi intanto si è conclusa la parte dell’offerta dedicata ai dipendenti della società dei recapiti. Le richieste per i 14,9 milioni di titoli messi a disposizioni dei lavoratori di Poste sono arrivate da circa 30 mila persone, presumibilmente soprattutto quadri e dirigenti del gruppo. L’offerta, che era pari al 10% della quota destinata al retail, non è stata interamente coperta. Procede invece molto bene la domanda da parte dei risparmiatori: a ieri la richiesta da parte del pubblico indistinto aveva superato di poco meno di tre volte l’offerta.
Per quanto riguarda l’offerta nel suo complesso, nella giornata di ieri la domanda aveva superato di tre volte e mezza l’offerta, ma questo considerando anche gli ordini arrivati nella parte bassa della forchetta di prezzo, dunque tra 6 e 6,5 euro e che, dopo la restrizione del range avvenuta ieri, saranno con tutta probabilità eliminati. Il dato finale sull’entità della domanda che verrà comunicato alla chiusura dell’operazione terrà conto soltanto degli ordini che si trovano all’interno del range più limitato.
Il management della società ha concluso ieri il road show con la nuova tappa londinese decisa per assecondare le richieste pervenute da alcuni investitori anglosassoni. L’ad, Francesco Caio e il cfo, Luigi Ferraris, hanno fatto rientro a Roma per prepararsi a tirare le somme dell’operazione assieme all’azionista.
Dopo la chiusura dell’offerta, nel pomeriggio di oggi, per domani è attesa la comunicazione del prezzo definitivo. Dopodichè la società si preparerà per il debutto a piazza Affari: l’avvio delle negoziazioni è previsto per martedì 27 ottobre. L’andamento delle quotazioni del titolo nelle prime sedute dipenderà molto dalla capacità del management, delle banche e dell’azionista di decidere un prezzo equilibrato, che non sia spostato troppo verso l’alto. E questo fa pensare che il prezzo possa alla fine essere fissato poco sotto i 7 euro.

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