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Iperammortamento sul leasing

Iperammortamento ammissibile anche sugli investimenti effettuati in leasing e contributo agli interessi di oltre il 3,5% che può ridurre il costo dei canoni della locazione finanziaria. Credito di imposta alla ricerca utilizzabile anche dalle imprese in perdita. Patent box ancora accessibile per detassare il reddito derivante da marchi e know. Questo emerge dalle pieghe del piano «Industria 4.0» reso noto ieri dal ministero dello Sviluppo economico.

Iperammortamento per i beni «Industria 4.0». Nella guida il Mise dà per scontato che l’acquisto di macchinari in leasing sia ammissibile. Dalla sezione «domande di approfondimento», in risposta ad un quesito su altro argomento legato alla consegna del bene nel 2016, emerge che «Il successivo comma 9 introduce un nuovo beneficio, il cosiddetto «iperammortamento», che consiste nella possibilità di maggiorare del 150%, con esclusivo riferimento alla determinazione delle quote di ammortamento ovvero dei canoni di leasing ». Quindi, la maggiorazione del 250% si applica sia agli investimenti effettuati direttamente dall’impresa sia sugli investimenti effettuati tramite locazione finanziaria. Dalle specifiche emerge quindi l’importante ruolo che può avere la Sabatini in versione leasing, che permette di ottenere un contributo in abbattimento interesse del 3,57% sui beni iperammortizzati.

Credito di imposta alla R&S. Sono molte le imprese, soprattutto le pmi, che non si sono avvicinate allo strumento, partendo dal presupposto che, trattandosi di un credito imposta, per poterlo utilizzare fosse necessario che l’azienda pagasse imposte sugli utili. Il Mise chiarisce invece che il credito d’imposta può essere utilizzato anche da parte di imprese che non hanno utili. Specifica che l’agevolazione può esser utilizzata infatti in compensazione con altre imposte e contributi. Di fatto, tutto quello che transita dall’F24 può essere compensato con il credito nato dalla realizzazione di progetti di ricerca. Quindi, la compensazione con qualsiasi imposta dovuta e l’innalzamento al 50% dell’agevolazione su tutte le spese relative al personale contribuiscono a rilanciare l’agevolazione nel mondo delle pmi.

Patent box. Rimane inalterato l’elenco dei beni ammissibili al regime opzionale di tassazione agevolata sui redditi derivanti dall’utilizzo di beni immateriali. Il piano nazionale «Industria 4.0» li identifica in brevetti industriali, marchi registrati, disegni e modelli industriali, know how e software protetto da copyright. Questo sembrerebbe confermare che tutte le imprese possono ancora ottenere la detassazione dal reddito di impresa anche per gli utili derivanti da marchi e know how. Lo scorso anno avevamo assistito alla corsa delle imprese a presentare la domanda entro il 30 giugno del 2016, nel dubbio che l’Italia dovesse adeguarsi a quanto previsto dall’Ocse sull’inammissibilità di questi beni oltre tale data.

Criticità. È necessario capire se quanto sopra evidenziato possa essere considerato come valido al 100%; nel documento sono infatti rilevabili alcuni passaggi forse troppo sintetici che rischiano di mettere fuori strada i potenziali beneficiari. Pur essendoci la risposta ad una domanda su cosa deve intendersi per interconnessione, manca la precisazione che l’iperammortamento è possibile solo nel momento in cui viene realizzata, da parte dell’impresa, l’interconnessione. Per come è presentato nella scheda, sembrerebbe che per l’iperammortamento sia sufficiente far rientrare gli investimenti nel periodo di acquisto ammissibile che va dal 1° gennaio 2017 al 30 giugno 2018, quest’ultimo pagando almeno un 20% di acconto entro il 31 dicembre 2017, ma la normativa è ormai chiara e subordina l’applicazione dell’iperammortamento all’interconnessione dei beni. Solo 2 agevolazioni su 5, individuate per industria 4.0, contrariamente a quanto risulta nelle premesse, hanno il requisito del nuovo corso e possono essere attivate senza istruttoria e senza distinzione dimensionale. Il Mise specifica che con il nuovo approccio ha voluto cambiare paradigma. Sono state disegnate delle misure che ogni azienda può attivare in modo automatico senza ricorrere a bandi o sportelli e, soprattutto, senza vincoli dimensionali, settoriali o territoriali. Il documento prosegue specificando che il governo propone, impegnando risorse importanti nei prossimi anni, un vero patto di fiducia con il mondo delle imprese che vogliono crescere e innovare. Riprendendo in esame i singoli strumenti, solo l’iperammortamento e il credito imposta alla ricerca non hanno istruttoria e sono adatti a tutte le imprese. Il Patent Box, se richiesto su beni immateriali utilizzati direttamente dall’impresa, necessità di una procedura di ruling con l’Agenzia delle entrate, la Sabatini passa attraverso un’istruttoria bancaria e un provvedimento di concessione dell’aiuto, mentre lo strumento per le pmi innovative è, ovviamente, solo per pmi. Una grande impresa che partecipa al capitale della pmi non deve infatti possedere una quota superiore al 50% e, in caso di partecipazione oltre il 25%, deve comunque valutare che la sua quota non porti in dote più di 250 dipendenti e che mantenga l’apporto di fatturato sotto i 50 milioni o una situazione patrimoniale sotto i 43 milioni.

Roberto Lenzi

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