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Iperammortamenti per 25 mld

Il bonus ricerca e sviluppo dovrà incentivare un aumento del 30% dell’attività di ricerca in azienda; gli investimenti su questo fronte dovranno raggiungere complessivamente circa 20 miliardi di euro l’anno. E saranno 25 i miliardi di euro fruibili dalle imprese in ammortamenti; questo grazie all’iperammortamento del 250% sull’acquisto di beni strumentali ad alta tecnologia.

A questi 25 mld vanno poi sommati altri 2,8 miliardi di ammortamenti di beni relativi a investimenti immateriali (software, app, sistemi e piattaforme digitali), strumentali a rendere connessi gli investimenti in tecnologie 4.0; l’acquisto di tali beni beneficerà del super-ammortamento del 140%.

In più, saranno disponibili 7 miliardi di euro per finanziare con un tasso di interesse ridotto di oltre il 3% interventi di carattere spiccatamente innovativo, come implementare sistemi big data, cloud computing, banda ultralarga, robotica avanzata, meccatronica, realtà avanzata, manifattura 4d, radio frequency identification. Tutto questo lo si desume dalla lettura del testo definitivo e dalla relazione di accompagnamento alla legge di bilancio per il 2017.

Iperammortamento. I 25 miliardi di ammortamenti previsti per i beni interessati dall’iperammortamento del 250% sui beni strumentali ad alta tecnologia sono ottenibili se l’impresa è in possesso di una perizia tecnica giurata rilasciata da un ingegnere o da un perito industriale iscritti nei rispettivi albi professionali, o da un ente di certificazione accreditato. La perizia deve attestare che il bene possiede le caratteristiche tecniche tali da poter essere incluso nell’elenco di cui «all’allegato A» e che è interconnesso al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura. La dichiarazione può essere sostituita da una dichiarazione del legale rappresentante per i beni, aventi ciascuno un costo di acquisizione inferiore a 500 mila euro. Sono invece 2,8 miliardi gli ammortamenti utilizzabili dalle imprese per acquisire beni immateriali idonei a rendere «connessi» al resto dell’impresa i beni ad alta tecnologia. Anche per questi beni è indispensabile una dichiarazione dell’imprenditore o di un ingegnere o di un perito industriale iscritti nei rispettivi albi professionali, o da un ente di certificazione accreditato, a seconda se il bene supera o meno i 500 mila euro di spesa. E, nella stesura finale del disegno di legge ritorna al 30 giugno 2018 il termine ultimo per la realizzazione degli investimenti che devono essere pagati e ordinati almeno per il 20% entro il 31 dicembre 2017.

Credito imposta per la ricerca e sviluppo. L’obiettivo del bonus è quello di incrementare del 30% l’attività di ricerca e sviluppo in Italia entro il 2017, attualmente stimata 15 miliardi di euro annui. Il contributo unico del 50% elimina la distinzione tra personale tecnico e personale altamente qualificato e dovrebbe contribuire a stimolare la ricerca anche nelle Pmi. Il 2017 dovrebbe essere l’anno in cui la ricerca si stabilizzerà sulle nuove percentuali, di conseguenza passerà dagli attuali 15 miliardi di euro a 19,5. Viene confermata l’estensione al 2020 del credito di imposta per le imprese che effettuano attività di ricerca. Questa però deve sempre essere in eccesso rispetto alla media di quella effettuata nel triennio 2012 – 2014. Rimane quindi fermo lo stesso periodo di riferimento iniziale per il calcolo della media, anche se la possibilità di ottenere l’agevolazione si prolunga in anni.

Sabatini. Sono oltre 20 mila le imprese che potranno beneficare dei nuovi investimenti previsti dalla Sabatini. Questo si desume considerando che con 4 miliardi di euro, nel recente passato, sono state finanziate 12 mila aziende. Lo stanziamento messo a disposizione dalla Cassa depositi e prestiti può arrivare invece a 7 miliardi di euro. Per la parte di incentivo per ridurre gli interessi che sono erogati in maniera figurativa a un tasso del 2,75% sono stanziati invece 560 milioni di euro. Il 20% di questi fondi sono riservati a interventi di carattere spiccatamente innovativo: big data, cloud computing, banda ultralarga, robotica avanzata, meccatronica, realtà avanzata, manifattura 4d, radio frequency identification.

Roberto Lenzi

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