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Iper ammortamento ai blocchi

Accelerata sul Piano Industria 4.0 contenuto nella legge di Stabilità. In arrivo una circolare dell’Agenzia delle entrate, con i chiarimenti per l’iper ammortamento dei beni ad alto contenuto tecnologico necessari al passaggio al digitale. E tre decreti ministeriali per dare attuazione alle norme su startup, pmi innovative e Competence center. Gli interventi sono stati confermati a ItaliaOggi da Stefano Firpo, direttore generale per la politica industriale, la competitività e le pmi del MiSe, intervenuto ieri a Roma al convegno Industry 4.0, organizzato da Digital 360.

Nell’arco di due mesi, stimano al ministero dello Sviluppo economico, il Piano dovrà entrare pienamente a regime, anche se per alcuni aspetti (applicazione della Nuova Sabatini e fondo garanzia) è già operativo. L’obiettivo è fare presto e imprimere uno shock digitale al sistema produttivo recuperando il gap digitale certificato a tutti i livelli, pena la perdita definitiva del treno della competitività. Sull’attuazione della misura dell’iper ammortamento di beni ad alto contenuto tecnologico della legge Stabilità è al lavoro un tavolo tra Agenzia delle entrate e ministero dello Sviluppo economico con l’obiettivo di chiarire con una circolare quali beni precisamente potranno essere oggetto di incentivo. E per fare in modo che il sistema di certificazione sia fluido e coerente.

Il ministero dello Sviluppo economico ha peraltro già notificato alla Commissione europea il decreto ministeriale per l’aumento al 30% e la stabilizzazione degli incentivi per le startup, che sarebbe vicino al traguardo.

Tempi più lunghi e trattativa più delicata, invece, per il decreto relativo alle piccole e medie imprese: gli incentivi previsti potrebbero incappare nel divieto di aiuti di Stato. Infine MiSe e ministero dell’Economia stanno lavorando al decreto sui competence center (articolo 1, comma 115), i centri di competenza ad alta specializzazione, nella forma del partenariato pubblico-privato, con lo scopo di promuovere e realizzare progetti di ricerca applicata, di trasferimento tecnologico e di formazione su tecnologie avanzate, nel quadro degli interventi connessi al Piano nazionale Industria 4.0.

«Con il piano Industria 4.0 è tornata al centro la politica industriale del Paese, in chiave digitale. Il Governo ha messo sul piatto 20 miliardi di euro che», è l’aspettativa, «svilupperanno dalle imprese altri 40 miliardi di investimenti», ha spiegato Francesco Maria Cuccia, capo della segreteria tecnica del ministro Calenda. «Il Piano è trasversale perché cerca di corrispondere ad esigenze diverse corrispondenti ai diversi livelli di consapevolezza delle aziende. È efficiente perché ogni euro di risorsa pubblica consegue a una scelta di investimento delle imprese. Il piano è un patto tra governo e imprese. Ora tocca al sistema imprenditoriale rispondere a questa chiamata. È vero che i tempi sono ristretti (18 mesi per far valere il diritto agli iper ammortamenti, ndr) e ci sono stati richiesti alcuni chiarimenti, ma occorre uno shock».

Confindustria digitale, da parte sua, ha spiegato il presidente Elio Catania, «sta lavorando per diffondere capillarmente sul territorio l’idea della necessità di ridisegnare in chiave digitale il sistema produttivo del Paese. Stiamo creando una rete di DIH Digital Innovation Hub, team di specialisti che nelle associazioni confindustriali territoriali potranno diventare interlocutori delle aziende, contribuendo all’ecosistema territoriale di rete tra i diversi attori coinvolti». Confindustria calcola che su un 1 milione di investimenti, sono 300 mila gli euro risparmiati con gli incentivi 4.0

Molti gli interventi, in un confronto serrato tra esponenti politici, accademia, aziende leader quali Ibm. Tutti d’accordo sul fatto che «il momento è ora» e che la sfida digitale non è fatta (solo) di Ict ma di imprenditorialità e nuove competenze necessarie per ripensare il sistema produttivo del Paese senza sconfessarne le peculiarità; prima fra tutte la compagine imprenditoriale fatta per lo più da piccole e medie imprese.

Claudia Morelli

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