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Investire Sgr, colosso da 7 miliardi

Sette miliardi di masse gestite, che si punta a portare a quota 9,3 miliardi da qui al 2017, e 33 fondi in portafoglio per quasi 29 milioni di ricavi totali. Sono i numeri della nuova creatura nata dalla fusione per incorporazione in Investire Immobiliare Sgr, la controllata di Banca Finnat, di altri due dei principali player del mercato, Beni Stabili Gestioni e Polaris Re. «Non è una integrazione difensiva, ma più di attacco dalla quale non ci aspettiamo sinergie di costo ma aumenti di ricavi», ha spiegato Dario Valentino, già ad della sgr di Banca Finnat e confermato ieri al vertice di Investire Immobiliare al termine del cda (allargato a 13 consiglieri) e dell’assemblea della nuova società che presto cambierà nome e che sarà invece presieduta da Aldo?Mazzocco, numero uno di Beni Stabili. «Questa fusione – gli ha fatto eco il neopresidente – ci proietta al secondo posto nel mercato. Da un lato, volevamo avere più massa gestita per cominciare a proiettarci anche in una dimensione internazionale e, dall’altro, era evidente che il sistema delle sgr necessitasse di consolidamento, che servissero cioè meno realtà e più grandi, e così abbiamo cominciato noi».
La genesi, però, è stata molto lunga, come ha ricordato anche Arturo Nattino, ad di Banca Finnat, che resterà primo azionista della società con il 50,16 per cento. «Siamo partiti un anno e mezzo fa e abbiamo deciso di aggregare tre realtà che conoscevamo da parecchio tempo con competenze specifiche e complementari tra di loro dando vita a un soggetto unico per professionalità, qualità dei servizi che offriamo e caratteristiche delle attività che faremo». La nuova creatura, quindi, sfrutterà i benefici derivanti dalla messa a fattor comune dell’expertise delle tre sgr nei vari segmenti di mercato, con uno sguardo, come detto, all’internazionalizzazione. Difficile, però, strappare ai vertici della sgr qualche anticipazione sui programmi futuri oltreconfine. «Ci dobbiamo ragionare su – è la replica di Valentino -. Dobbiamo sederci attorno a un tavolo e decidere come aggredire il mercato. La mia idea è che comunque si debba iniziare dai mercati consolidati, come Europa e Stati Uniti, ma, ripeto, è la mia opinione personale».
Quanto all’Italia e alle prossime mosse, Investire Immobiliare si dice pronta a dialogare sia con Invimit, la sgr istituita dal?Tesoro per la valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico(«ci candidiamo a essere controparte dei nuovi fondi su cui la Spitz deciderà di investire», chiarisce Valentino), sia con Cdp e con il suo Fia (Fondo investimenti per l’abitare), specializzato nel social housing dove la nuova società può contare sull’esperienza consolidata di?Polaris Re. «Abbiamo 3 miliardi di asset pubblici in portafoglio, quindi qualsiasi operazione di dismissione si presentasse noi siamo interessati», aggiunge poi Nattino. Insomma, la strada sembra tracciata. E spetterà al piano industriale indicare le linee di crescita future. «Una prima versione – chiosa Valentino – è indispensabile che esca entro il primo trimestre, ma probabilmente ci rimetteremo mano anche dopo».

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