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Investimenti, test convenienza sul nuovo credito d’imposta

Ad artigiani e commercianti il nuovo credito d’imposta del 6% per gli investimenti in beni strumentali nuovi (o del 40% o 20% per i beni industria 4.0) conviene molto meno rispetto al super o iper ammortamento, se si considera il carico contributivo come un costo e non come un accantonamento alla futura pensione. La variazione in diminuzione relativa ai maggiori ammortamenti fiscali, infatti, riducendo il «reddito d’impresa» (circolare Inps 120/2015), diminuisce anche la base imponibile previdenziale.

Calcolo base

Per i soggetti Ires (24%) o per quelli Irpef con aliquota media più addizionali del 24% (senza iscrizione all’Inps commercianti o artigiani dei soci, ad esempio perché l’attività è industriale), il vantaggio fiscale del solo super-ammortamento (senza considerare l’attualizzazione dello stesso e la tassazione in caso di plusvalenza da cessione del bene) è del 7,2% (24% x 30%) del costo dell’investimento. Per i beni «Industria 4.0», che beneficiano dell’aumento del costo fiscale del 170% (ad esempio, investimento pari o inferiore a 2 milioni di euro), invece, il vantaggio fiscale è pari al 40,80% (24% x 170%) del costo dell’investimento (si veda il Sole 24 Ore di ieri).

Calcolo con l’Inps

Se l’impresa svolge un’attività commerciale o artigianale, dove tutti i soci sono lavoratori, però, con il super o l’iper ammortamento si ha il vantaggio relativo alla riduzione della base imponibile Inps, la cui aliquota è del 24,09% (24% per gli artigiani), ad esempio, per gli iscritti oltre i 21 anni e con reddito Inps fino a 47.143 euro. Per considerare il minor esborso di società e soci grazie al super o iper ammortamento, dovrebbe essere considerato anche il minor esborso dei contributi Inps, con la precisazione che questo ridurrà la futura pensione. In particolare, per il super ammortamento, al 7,2% va sommato un altro 7,23% (24,09% x 30%), portando a un minore esborso finanziario del 14,43% dell’investimento, contro un futuro credito d’imposta del 6% previsto dalla legge di Bilancio 2020. Invece, per l’iper ammortamento, al 40,80% di risparmio Ires (o di Irpef più addizionali) va sommato un 40,95% (24,09% x 170%) per lo sconto dell’Inps dei soci, portando ad una riduzione di imposte e contributi Inps pari all’81,75% dell’investimento, contro un credito d’imposta del 40% per gli investimenti 4.0 fino a 2,5 milioni.

La differenza è ancora più alta se si considerano soggetti Irpef con un’Irpef progressiva, assieme alle addizionali regionali e comunali, ad esempio, del 40%. In questo caso, il risparmio fiscale e contributivo del super ammortamento è del 19,53% ((40% + 25,09%) x 30%), mentre quello dell’iper ammortamento è addirittura del 110,65% ((40% + 25,09%) x 170%).

Anni di recupero

Super e iper ammortamento si recuperano durante il processo di ammortamento, mentre il credito d’imposta è utilizzabile in compensazione in F24 in cinque quote annuali di pari importo, dall’anno successivo a quello di entrata in funzione dei beni (ovvero dall’anno successivo a quello dell’avvenuta interconnessione per i beni 4.0).

Soggetti in perdita

Il credito d’imposta può essere usato (previo visto di conformità, se superiore a 5.000 euro) per compensare debiti tributari o contributivi, anche dalle società in perdita, mentre il vantaggio del super e dell’iper ammortamento aumenta la perdita fiscale.

 

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