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Investimenti in start up: il bonus non va sprecato

La deduzione per i soggetti Ires che “rafforza” il capitale delle start up innovative non può mai generare o incrementare una perdita fiscale: l’eventuale quota non dedotta nell’anno, però, può essere rinviata fino al terzo periodo d’imposta successivo. Per i soggetti Irpef, invece, la detrazione opera dopo aver abbattuto l’imposta lorda delle altre detrazioni, e gli importi non utilizzati nell’anno possono essere rinviati fino al terzo periodo successivo.
L’agevolazione
Gli investimenti in start up innovative sono agevolati sia quando sono effettuati da società che da persone fisiche. L’incentivo scatta anche in caso di investimenti (indiretti) per il tramite di altre società di capitali. La circolare delle Entrate 16/E/2014 ha precisato che in quest’ultimo caso sono agevolati i conferimenti in denaro che determinano una effettiva capitalizzazione, anche della società intermediaria: sia la start up che l’intermediaria devono rilevare un incremento della voce del capitale sociale o della riserva sovrapprezzo delle proprie azioni o quote.
L’Agenzia ha anche chiarito che se le società intermediarie – nelle more della pubblicazione del decreto attuativo – hanno iscritto le somme ricevute in altre riserve patrimoniali, ora devono procedere ad aumentare il capitale sociale mediante imputazione di queste riserve entro il 31 dicembre 2014, così che il soggetto conferente possa beneficiare dell’agevolazione sulle somme conferite.
Anche in questo caso il conferente beneficia dell’incentivo nel periodo di imposta in corso alla data di perfezionamento dell’aumento del capitale sociale della start up innovativa.
I soggetti Ires
In questo caso l’agevolazione si concretizza in una deduzione dal reddito imponibile pari al 20% (27% nel caso di investimenti in start up innovative a vocazione sociale o in ambito energetico). In ogni caso, l’investimento massimo deducibile non può eccedere – in ciascun periodo di imposta – l’importo di 1,8 milioni di euro (per una deduzione massima di 360mila euro o 486mila) e deve essere mantenuto per almeno due anni.
Il decreto attuativo stabilisce inoltre che, se la deduzione è superiore al reddito complessivo dichiarato, l’eccedenza può essere computata in aumento dell’importo deducibile dal reddito complessivo dei periodi di imposta successivi, ma non oltre il terzo, fino a concorrenza del suo ammontare.
Nella sostanza, la società non può generare una perdita fiscale per effetto dell’agevolazione. Ne consegue quindi che in caso di perdita fiscale 2013 il beneficio deve essere rinviato agli esercizi successivi.
Il calcolo della deduzione spettante e dell’eventuale eccedenza riportabile va effettuato nel quadro RS, righi da 170 a 174. Il totale deducibile deve poi essere riportato in RN6, colonna 3, fino a concorrenza dell’importo indicato in colonna 2.
Dalla struttura del modello, così come dalla formulazione delle istruzioni alla compilazione di Unico SC 2014, si evince che la deduzione opera in via prioritaria rispetto a un’eventuale deduzione Ace. Pertanto, se l’agevolazione azzera il reddito imponibile l’Ace sarà riportata come eccedenza in Unico 2015.
Inoltre, l’agevolazione per le start up innovative viene “utilizzata” in RN6, cioè solo dopo lo scomputo di eventuali perdite pregresse (che avviene in RN5).
Le persone fisiche
Quando l’investimento è effettuato da persone fisiche, il beneficio assume la forma di detrazione (19%, o 25% in caso di startup a vocazione sociale o in ambito energetico), da esercitarsi nel quadro RP. L’investimento massimo detraibile, non può eccedere – in ciascun periodo d’imposta – 500mila euro e deve essere mantenuto per almeno due anni. Questa soglia è riferita agli investimenti complessivi dell’anno. Pertanto, se un soggetto investe in più start up innovative, bisogna sommare tutti i conferimenti.
La norma prevede inoltre che (in deroga al principio generale relativo alle detrazioni), qualora la detrazione superi l’imposta lorda, è possibile riportare in avanti la detrazione non utilizzata nei periodi di imposta successivi, ma non oltre il terzo.
Nel caso delle persone fisiche, in presenza di altre tipologie di detrazioni, lo schema da seguire è il seguente:
– dall’imposta lorda vanno prima operate le altre detrazioni;
– sull’imposta lorda così diminuita si applica la detrazione da investimento;
– l’eventuale eccedenza di detrazione da investimento sarà riportata all’anno successivo.

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