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Investimenti delle pmi, promozione con i voucher

Voucher e buoni assegnati in maniera automatica per promuovere gli investimenti delle pmi, alle quali in ogni caso andrà non meno della metà del complesso delle risorse disponibili. E la documentazione viaggerà tramite posta elettronica certificata. Preferenza per le iniziative imprenditoriali ad alto contenuto di innovazione di prodotto e di processo, ma anche attenzione alle aggregazioni di imprese (reti, consorzi e associazioni temporanee). Tempi rapidi per la concessione degli aiuti: 30 giorni nel caso delle procedure automatiche, nove mesi per le procedure valutative e negoziali, 45 giorni per quelle negoziali. Divieto di concessione degli aiuti, quindi, nei confronti dei soggetti che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato aiuti illegittimi ai sensi della disciplina comunitaria. È quanto prevede lo schema di dlgs che procede al riordino della disciplina della programmazione negoziata e degli incentivi alle imprese di competenza del ministero dello sviluppo economico. Il provvedimento, domani all'esame del consiglio dei ministri, attua la delega recata dall'articolo 3 della legge n. 99/2009.

Procedure e selezione delle domande. Nel caso delle procedure automatiche i programmi di investimento non saranno sottoposti ad attività istruttorie di carattere tecnico, economico e finanziario. Ciò sarà possibile a due condizioni: primo, gli investimenti non dovranno superare il limite massimo fissato nel decreto di programmazione che il ministero dello sviluppo economico dovrà emanare entro il 28 febbraio di ogni anno; secondo, l'aiuto dovrà consistere nel rimborso di spese sostenute, anche attraverso il riconoscimento di buoni o voucher, con particolare riferimento alle spese per investimento in ricerca, sviluppo ed innovazione. La procedura valutativa, che implica un'analisi preventiva di natura tecnica, economica e finanziaria, si applicherà in tutti i casi in cui gli investimenti previsti nel programma ammontino ad un importo superiore al limite stabilito dal dm. La procedura negoziale, infine, sarà prevista per l'attuazione di interventi di importo non inferiore a 20 milioni di euro (10 milioni nel comparto della trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli).

Tempistica. Tutte le procedure di competenza dello Sviluppo economico dovranno concludersi secondo tempistiche piuttosto serrate. Nel caso della procedura automatica, il ministero avrà 30 giorni per gli accertamenti relativi alla concessione delle agevolazioni e per quelli relativi all'erogazione. Nel caso delle procedure valutativa e negoziale, il dicastero avrà 4 mesi per l'istruttoria e la concessione delle agevolazioni, 45 giorni per l'istruttoria relativa alle erogazioni per stato di avanzamento e 3 mesi per l'istruttoria relativa alle erogazioni a saldo. Tempi stretti anche per le procedure negoziali: in tal caso il termine è di 45 giorni dalla presentazione della documentazione per la fase preliminare di accesso alla negoziazione. Previste, comunque, possibilità di deroghe.

Pec. Tutta la documentazione prodotta nell'ambito delle richieste di incentivazione sarà dematerializzata e sottoscritta mediante firma digitale. La trasmissione degli atti avverrà attraverso la Pec. Alle imprese, poi, non potranno essere richiesti dati e informazioni già in possesso di una p.a., salvo particolari casi espressamente previsti con dm.

Pmi e semplificazione. Il decreto di programmazione annuale degli incentivi del Mse dovrà anche stabilire modalità semplificate per la presentazione delle domande di accesso alle agevolazioni e per le richieste di erogazione da parte delle pmi e delle loro aggregazioni e reti. Lo snellimento potrà riguardare tanto l'articolazione degli investimenti per voci di costo aggregate e l'utilizzo di moduli predefiniti, quanto la possibilità per le pmi di richiedere l'erogazione in due quote (laddove ne sia prevista una) o in numero doppio rispetto alle quote previste.

Divieti. Il provvedimento, la cui entrata in vigore è prevista per il 1° gennaio 2012, prevede infine che non possono beneficiare degli incentivi i soggetti che hanno ricevuto aiuti indebiti e successivamente non hanno proceduto alla restituzione. Il ministero dovrà verificare che i beneficiari non rientrino nella lista di coloro che non hanno rimborsato aiuti che lo Stato è tenuto a recuperare in esecuzione di una decisione di recupero.

 

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