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Investimenti, bonus in arrivo

Il credito per i nuovi investimenti debutta nel quadro RU, ma non va oltre. L’effettivo utilizzo del credito, infatti, è rimandato al prossimo anno. Il credito d’imposta è stato introdotto dall’articolo 18 del decreto legge 91 del 24 giugno 2014, in vigore dal 25 giugno 2014 ed è riconosciuto ai titolari di reddito d’impresa che pongono in essere investimenti (in beni strumentali ben identificati) in misura superiore a quelli effettuati nel quinquennio precedente. Le istruzioni sono giunte con la circolare 5/E del 19 febbraio 2015.

Il meccanismo applicativo prevede la concessione del credito d’imposta nella misura del 15% parametrato alle spese per investimenti in beni strumentali nuovi appartenenti alla tabella Ateco 28 sostenute in eccedenza rispetto alla media dei medesimi investimenti realizzati nei cinque periodi di imposta precedenti, con facoltà di escludere dal calcolo della media il periodo in cui l’investimento è stato maggiore.

Una criticità della norma è data dalla previsione secondo cui gli investimenti rilevanti sono solo quelli di importo unitario inferiore a 10 mila euro. Una interpretazione letterale della norma avrebbe portato a risultati difficilmente giustificabili: si pensi solo al caso che si sarebbe agevolato l’imprenditore che poneva in essere un in vestimento unitario di 11 mila euro e non invece quello poneva in essere un investimento complessivo di 100 mila euro, ma acquistando beni di valore unitario inferiore a 10 mila euro.

La relazione illustrativa al decreto competitività precisa che «dagli investimenti agevolabili sono esclusi quelli d’importo inferiore a 10 mila euro». Da ciò la circolare 5/E cerca un’interpretazione estensiva affermando: «Il tenore letterale della norma che fa riferimento agli «investimenti», confermato anche dalla relazione illustrativa, porta a ritenere che l’ammontare minimo pari a 10 mila euro debba essere verificato in relazione a ciascun progetto di investimento effettuato dall’imprenditore in beni strumentali compresi nella divisione 28 della tabella Ateco e non ai singoli beni che lo compongono. Al riguardo, si precisa che, qualora l’impresa realizzi più progetti di investimento nel medesimo periodo agevolabile, tale verifica dovrà essere effettuata in relazione a ciascun progetto di investimento unitariamente considerato».

Di certo tale affermazione (positiva) lascia aperti non pochi problemi. Non pare facile infatti individuare nel caso concreto cosa debba intendersi per progetto. Sul punto almeno un consiglio è possibile. Perseguendo tale interpretazione estensiva è necessario che la qualifica unitaria dell’investimento risulti in modo formale. L’acquisto di più beni unitariamente di importo inferiore alla soglia ma complessivamente superiore, al fine di poter essere conteggiate deve trovare appiglio, ad esempio, in un piano di investimento formalmente approvato dal cda, documenti che potrebbero essere utile in qualora si fosse chiamati a giustificare il comportamento. Non si dimentichi poi che, considerando l’uniformità dei calcoli da effettuare con riguardo all’anno agevolato e agli anni che individuano la media, che la rilevanza dei progetti di importi superiore a 10 mila dovrà considerarsi rilevanti anche per gli anni passati.

Sempre in tema di importi la prassi ha sottolineato anche:

  • oltre al prezzo del bene ovvero dei beni facenti parte del medesimo progetto di investimento nei termini ora specificati, anche gli oneri accessori di diretta imputazione (ad esempio trasporto e montaggio), nonché l’eventuale Iva indetraibile;
  • in caso di beni complessi il costo del bene deve essere assunto al lordo delle parti accessorie e dei componenti indispensabili al funzionamento del bene, ancorché non inclusi nella divisione 28;
  • nel caso di investimento attuato mediante contratto di appalto o di costruzione in economia dovrà farsi riferimento al costo complessivo del bene realizzato.

La circolare con riguardo ai beni offre alcuni chiarimenti:

  • i componenti o le parti indispensabili per il funzionamento di un bene agevolabile anche se non inclusi nella divisione 28 sono da considerarsi compresi nell’investimento complessivo;
  • tale estensione è limitata a quei beni assolutamente necessari al funzionamento del bene della divisione 28 ma non può estendersi anche agli investimenti in quei beni (non compresi nella divisione 28) che seppure acquistati per essere destinati al servizio (anche esclusivo) del bene agevolabile non costituiscono, tuttavia, né componente essenziale né dotazione del bene agevolabile;
  • nel caso di investimento in nuovo bene complesso composto anche da nuovi macchinari e nuove apparecchiature compresi nella divisione 28, è agevolabile unicamente il costo riferito a questi ultimi beni oggettivamente individuabili.
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