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Investi 500 milioni di euro in Italia? Scatta la tregua fiscale, niente cambi

Il sogno di tutte le imprese diventa realtà, ma sarà, per ora, un privilegio per poche. Per favorire gli investimenti in Italia delle grandi imprese, ed in particolare quelle straniere, il governo promette la stabilità della normativa fiscale. A chi attua piani di investimento da almeno 500 milioni l’anno, con un vero e proprio accordo bilaterale, lo Stato garantisce l’invarianza delle regole fiscali per tutta la durata dell’investimento.
Nella bozza del decreto che il premier Matteo Renzi ed il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, hanno concordato di presentare al Consiglio dei ministri martedì 20 gennaio appaiono altre novità importanti, dal potenziamento del Fondo Centrale di Garanzia, alla normativa sui «social bond», i prestiti emessi dalle banche per finanziare iniziative sociali con una tassazione privilegiata, alle misure per favorire il rientro dei «cervelli» italiani dall’estero, che non sono tuttavia state ancora definite.
L’accesso al Fondo Centrale di Garanzia, che offre una copertura pubblica sui prestiti, verrebbe aperto anche alle assicurazioni e agli organismi di investimento collettivo, al di là dell’estensione della garanzia ai cosiddetti «Abs», i pacchetti di titoli rappresentativi anche di prestiti, che potranno essere emessi dalle banche ed acquistati dalla Banca Centrale Europea nella sua nuova strategia di supporto all’economia.
I «social bonds», definiti come specifici titoli di risparmio, potranno essere emessi «al fine di sostenere progetti con finalità etica o sociale» entro un limite di un miliardo di euro nel 2015, da rideterminare ogni anno, ed avranno una scadenza non inferiore a 18 mesi. Ma soprattutto godranno di un trattamento fiscale privilegiato, anche se nella bozza del decreto non è ancora definito il livello dell’aliquota sostitutiva.
Accanto alle «start-up», le imprese nate da meno di due anni che sviluppano progetti di ricerca, nascono le Pmi innovative, con un registro ad hoc nelle Camere di Commercio, e accesso al «crowfunding», cioè ai finanziamenti collettivi sollecitati spesso attraverso internet.
Nel decreto si prevede anche un’estensione del nuovo regime fiscale dei marchi e dei brevetti, più favorevole, a tutti i marchi aziendali, anche non commerciali, ed il rifinanziamento per 50 milioni delle agevolazioni fiscali sui «contratti di rete».
Renzi, intanto, ha firmato il decreto che detta le regole sulla scrittura, la copia e la tenuta dei documenti informatici, ultimo atto formale per il passaggio della Pubblica amministrazione al digitale. Tra diciotto mesi, dunque, addio a tutti i documenti di carta. «Files» per dire addio anche alle file.

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