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Intrum allarga il perimetro con Amco e CrAsti

Si allarga l’impegno di Intrum in Italia. Da Amco a CrAsti, il colosso svedese, partner di Intesa Sanpaolo nella gestione dei crediti deteriorati, sta stringendo una serie di accordi con cui punta a cogliere le opportunità che offre il mercato italiano delle sofferenze. E lo fa proprio a partire da un rafforzamento dell’impegno con Intesa stessa. Il gruppo nordico tramite Intrum Italy è infatti special servicer nel quadro della maxi-cartolarizzazione con Gacs da 4,3 miliardi lordi circa (1,2 miliardi netti circa) varata da Ca’ de Sass a fine dicembre 2020.

«Siamo molto soddisfatti della collaborazione con Intesa Sanpaolo – spiega Marc Knothe, ceo Intrum Italy – Siamo al secondo anno di partnership: con lo scoppio del Coronavirus abbiamo fatto un cambio del budget ma ora stiamo chiudendo l’anno con un Ebitda al di sopra delle aspettative degli shareholders». Quella appena realizzata è «la prima operazione assistita da Gacs in cui rivestiamo il ruolo di servicer – aggiunge Knothe – Entriamo in un nuovo mercato e puntiamo nel corso del 2021 ad essere partner in altre operazioni simili anche di altre banche, e anche nel ruolo di investitori».

Il colosso nordico, presente in 25 paesi europei e in Brasile con circa 9000 collaboratori, nel nostro paese opera in particolare attraverso Intrum Italy, piattaforma detenuta al 49% da Intesa Sanpaolo e al 51% da Intrum stessa. La società presieduta da Giovanni Gilli nasce dall’integrazione delle varie attività di recupero crediti di Intesa Sanpaolo e, nel giugno 2019, della fusione di Caf. L’obiettivo dunque ora è quello di ampliare il proprio raggio d’azione. Ecco perché nel corso degli ultimi giorni Intrum Italy ha infatti stipulato un accordo con CrAsti per la gestione in esclusiva di un portafoglio di sofferenze e, a discrezione della banca, dei potenziali flussi futuri. Intrum intende anche potenziare la propria presenza nel segmento degli Utp. Da qua il rafforzamento di Revalue, società partecipata al 100% dalla capogruppo di Stoccolma, che è focalizzata nella gestione degli Utp. «Contiamo in questo segmento di coprire il 10% del mercato del servicing Utp nei prossimi anni», spiega Knothe. L’agenda delle cose da fare con Revalue, intanto, è fitta. «Stiamo chiudendo due transazioni, una sul fronte degli Utp, dove siamo in esclusiva con un venditore su un portafoglio del valore di qualche centinaio di milioni e che finalizzeremo per la fine del primo trimestre», aggiunge il manager. Altro versante è invece quello della collaborazione con Amco con cui il gruppo a quanto risulta sta firmando un contratto di subservicing su un portafoglio da circa 230 milioni.

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