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Intesa «vira» verso il sistema monistico

Intesa Sanpaolo vira verso il monistico. Secondo quanto appreso da Il Sole 24 Ore, è questo l’orientamento emerso dalla riunione informale del Consiglio di Sorveglianza che si è tenuta ieri mattina a Milano, dedicata interamente alla riforma della governance: dopo un percorso durato sette mesi, sul tavolo del consiglio di fatto rimanevano due opzioni, cioè una revisione dell’attuale duale «all’italiana» o il passaggio al monistico. La prima, si è detto ieri, si rivelerebbe poco compatibile con i vincoli imposti dalla normativa italiana, sia di legge che di fonte Bankitalia, che di fatto finirebbero per limitarne l’efficacia; di qui, appunto, la scelta della seconda: le condizioni tecniche non consentono di mantenere il duale e il sistema monistico, al momento, è quello ritenuto più adatto a rispondere alle istanze in tema di controlli, gestione e supervisione strategica poste dalla Crd IV, dalle recenti disposizioni di Basilea 3 sulla governance bancaria nonché dalle indicazioni date dalla Bce. Finendo per valorizzare al meglio l’esperienza vissuta dalla banca nei suoi nove anni di duale, che ha accompagnato la crescita del gruppo e che – a maggior ragione con le modifiche introdotte un anno fa con la nuova circolare 285 – ha già visto la concentrazione di controllo e supervisione in capo alla Sorveglianza.
La riunione di ieri, anticipata da una seduta della commissione governance, ha visto un’ampia introduzione del presidente, Giovanni Bazoli. Poi gli interventi, in un dibattito da cui è emersa ancora qualche diversità di vedute tra i componenti dell’organo. Alla fine, dopo un ulteriore approfondimento dell’assetto che avrebbero assunto i due consigli con il ritocco dell’attuale duale, ritenuto non ottimale, si sarebbe affermata la scelta del monistico, che nella riunione già convocata per il 31 luglio della Sorveglianza dovrebbe essere approvata all’unanimità.
Quindi la parola passerà all’ufficio legale e ai consulenti, incaricati di riscrivere quasi completamente lo statuto. Secondo l’agenda abbozzata ieri, il testo definitivo verrà sottoposto ai consigli tra settembre e ottobre per l’approvazione, per poi inviarlo alla Bce. Francoforte avrà 90 giorni di tempo per validarlo: se l’approvazione arriverà in tempi rapidi l’assemblea straordinaria potrà essere convocata entro fine anno, diversamente si slitterà a inizio 2016, ferma restando – si è ribadito ieri – la volontà di eleggere in aprile il nuovo consiglio secondo le nuove regole. Che vedranno, ad esempio, la presenza di un solo manager, il ceo, nel board, che potrebbe essere eletto secondo meccanismi diversi dall’attuale proporzionale. Con il monistico Intesa Sanpaolo di fatto aprirà una strada che – su impulso della nuova normativa di settore e della Bce – anche altre banche italiane potrebbero seguire nei prossimi mesi.

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