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Intesa vara l’aumento da 5 mld

 

Dopo più di 8 ore di riunione, l'assemblea di Intesa Sanpaolo, riunita a Torino, ha approvato a maggioranza la proposta di aumento del capitale a pagamento per 5 miliardi di euro, da eseguire entro la fine dell'anno. Al consiglio di gestione è stata affidata la delega a determinare prezzo, rapporto di assegnazione e tempistica di esecuzione dell'aumento.

Subito dopo l'assemblea, si è riunito il consiglio di gestione per approvare il prospetto informativo da presentare alla Consob. Secondo indiscrezioni di stampa, termini e condizioni dell'aumento dovrebbero essere definiti dal cdg tra il 18 e il 20 maggio, a ridosso dell'avvio dell'aumento, che potrebbe partire il 23 maggio o il primo lunedì di giugno.

In avvio di assemblea, tutti i vertici dell'istituto hanno insistito molto sia sulla bontà, sia sulla necessità dell'operazione.

«Con l'aumento di capitale la banca guarda al futuro. Intesa Sanpaolo è pronta a crescere e a contribuire alla crescita del paese», ha detto il presidente del consiglio di sorveglianza, Giovanni Bazoli. «La consapevolezza dei propri mezzi porta la banca ad annunciare i suoi obiettivi a viso aperto» ha proseguito Bazoli, sottolineando che l'aumento di capitale proposto «è funzionale al piano industriale della banca, ma non ne costituisce la condizione».

Andrea Beltratti, presidente del consiglio di gestione, ha osservato che «l'aumento di capitale consente alla banca di affrontare lo scenario futuro da una posizione di maggior forza».

Il piano d'impresa 2011-2013 di Intesa Sanpaolo «è un piano impegnativo, ma certamente solido», ha messo in rilievo, a sua volta, l'a.d., Corrado Passera. Il piano, ha spiegato, indica «risultati ben equilibrati, sostenibili, solidi» e poiché contiene «elementi di prudenza», potrebbe poi dare «sorprese positive». Ha anche sottolineato che esso «prevede il passaggio dal calo alla crescita. La parte peggiore delle crisi è dietro di noi, ma ancora non c'è un riavvio forte nel nostro paese. Però è la fine di una fase di grande decrescita e con il piano d'impresa puntiamo su un riavvio dello sviluppo». Quanto alla decisione di mettere in cantiere anche l'aumento di capitale, Passera ha spiegato: «Nel corso dell'elaborazione del piano d'impresa ci siamo posti il problema dell'aumento di capitale. Eravamo partiti dall'idea di non farlo ma poi, tenendo anche conto dei chiari messaggi che venivano dai regolatori e dal mercato, abbiamo deciso di presentare questo aumento importante, per rafforzare ulteriormente il piano e che ci permette anche di evitare i rischi che senza questa operazione forse avremmo potuto correre». Da qui, la decisione di porre mano alla capitalizzazione «prima del previsto», nell'interesse di «tutti gli stakeholder». Un'operazione, ha sottolineato Passera, che prevede «grandi vantaggi per tutti». Tornando al piano d'impresa 2011-2013/15, Passera ha ricordato che poggia sull'assunto che Intesa Sanpaolo è «una banca dell'economia reale», dove la componente finanziaria «conta per meno dell'1% dei ricavi». Il piano prevede che la banca sia «focalizzata prima di tutto in Italia e poi nell'Est Europa». Passera ha ribadito di credere molto nel paese: «L'Italia se la può giocare. Anche nelle regioni del Sud, facendo banca si può crescere in maniera importante, ce lo dicono i numeri del Banco di Napoli».

Molte le domande nel corso dell'assemblea. Sulla quota in Bankitalia, Bazoli ha ricordato che Intesa Sanpaolo ha in carico a bilancio 624 milioni di euro per una quota del 42,2% di Banca d'Italia, che però non consolida nemmeno a patrimonio netto, «perché non esercita alcuna influenza rilevante» in Bankitalia. La partecipazione è addirittura inutile e costosa e sarebbe meglio venderla, secondo Passera.

Quanto alla quota in Risanamento, «noi pensiamo non solo di non perdere nulla, ma di fare anche un congruo guadagno», ha detto Passera. La banca ha acquisito il 36% circa della società in seguito all'aumento di capitale e alla conversione dei crediti.

Invece, «il progetto di quotazione di Fideuram continua, ma con la libertà di poter scegliere il momento migliore. Rimane confermato che il processo di autonomizzazione e indipendenza di Fideuram si concluderà con la quotazione, per la quale verrà scelto il momento migliore».

Non potevano mancare domande su Parmalat. Sull'opa dei francesi di Lactalis, l'a.d. ha sottolineato che «non è l'ideale, ma può essere considerata un risultato sub-ottimale».

E se ha confermato la realizzazione del progetto del grattacielo che sorgerà a Torino (tra non poche polemiche, ndr), Passera ha poi ricordato che, sull'investimento nella Carlo Tassara di Romain Zaleski Intesa Sanpaolo è fiduciosa di poter rientrare completamente. «Le cose non sono andate come volevamo. Ci stiamo molto addosso: dobbiamo e vogliamo rientrare completamente dal nostro investimento». Nelle scorse settimane è stato intavolato un negoziato, in via di definizione, tra la società e le banche creditrici per la proroga di alcune scadenze di ristrutturazione del debito.

A fine discussione, l'assemblea ha dato il via libera alla destinazione dell'utile 2010 della capogruppo, 2,3 miliardi di euro, e alla distribuzione del dividendo (0,08 euro alle ordinarie e 0,091 alle risparmio), in pagamento dal 26 maggio.

In sessione straordinaria ha poi affrontato il tema della ricapitalizzazione e ha dato il via libera alla delega al cda per avviare l'operazione.

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