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Per Intesa utili sopra le attese: 1,05 miliardi

Intesa Sanpaolo tiene la barra degli utili in linea con gli obiettivi 2019, in un contesto «più complesso del previsto», come ha detto l’ad Carlo Messina. La prima trimestrale della maggior banca italiana conferma le difficoltà del quadro in cui si muovono tutti gli operatori, anche se il risultato finale a marzo è positivo di 1.050 milioni, il 16% meno rispetto a un anno prima ma oltre i 901 milioni stimati sul mercato. A questo ritmo di marcia, l’esercizio chiuderebbe con 4,2 miliardi di utili, che distribuiti all’ 80% come previsto darebbero agli azionisti cedole vicine ai 3,4 miliardi del 2018. « Siamo particolarmente soddisfatti del primo trimestre — ha aggiunto il capoazienda — la banca conferma la capacità di raggiungere risultati importanti, in linea con l’obiettivo di battere l’utile 2018, e senza ricorrere ad alcuna voce straordinaria » . L’utile trimestrale è inferiore del 16% a quello di 12 mesi prima, quando però beneficiava di 260 milioni di plusvalenza per la cessione di Ntv; senza la quale ci sarebbe un +4,4%.
In Borsa, in una seduta negativa specie per le banche, Intesa Sanpaolo ha perso il 2,08%, poco meno del comparto. Agli investitori non è piaciuto il tonfo del 7% nelle commissioni, la parte più nobile e cospicua dell’utile del gruppo che ha risentito delle turbolenze sui listini e della scarsità di operazioni finanziarie in circolazione. Anche la voce trading (- 25%) lo testimonia. In forte calo anche gli interessi netti (-5,2%), che riflettono i tassi zero. Messina parlando agli analisti ha dato spunti per una ripresa sul fronte del margine d’interesse — grazie alla non sostituzione di bond in scadenza — e delle commissioni, che potranno ripartire dai 10 miliardi di euro di nuove masse in gestione raccolte nel trimestre.
Un supporto alla redditività è arrivato dall’ulteriore contrazione delle uscite. I costi operativi sono scesi del 4,5% a 2,2 miliardi, portando attorno al 50% il rapporto con i ricavi, «il che ci conferma ai vertici delle banche europee per efficienza » , ha commentato Messina. Anche il costo del rischio, per le rettifiche su crediti, è sceso a 369 milioni, pari a 37 centesimi di punto rispetto ai 61 del 2018. Il banchiere romano ha segnalato che «il flusso di nuove sofferenze è ai minimi storici, grazie alla nostra capacità di gestire le nuove erogazioni e alla qualità delle aziende clienti, molto più solide e profittevoli che prima della crisi 2008 » . La banca ha erogato in tre mesi 10,5 miliardi a medio e lungo termine a famiglie e imprese. Anche sul lato patrimoniale Intesa Sanpaolo si conferma ai vertici europei: il rapporto Cet1 è del 13,1%, anche se in calo rispetto al 13,5% di fine 2018 per deprezzamento dei Btp e l’impatto di 20 punti base di nuovi criteri contabili regolamentari.

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