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Intesa, utili a 1,5 miliardi in 3 mesi «Ai vertici del settore in Europa»

Con 1,5 miliardi di utile netto, in crescita del 32%, Intesa Sanpaolo archivia il miglior trimestre di sempre e intravede già per l’intero 2021 un risultato superiore ai 3,5 miliardi a suo tempi indicati negli obiettivi del piano. «Siamo tra le banche europee meglio posizionate per pagare dividendi alti e sostenibili» ha affermato Carlo Messina in un incontro con gli investitori ricordando come il primo gruppo italiano del credito che lo stesso ceo guida dal settembre del 2013 abbia corrisposto in sette anni cedole per 15 miliardi di euro cash. «La priorità resta quella di retribuire i nostri azionisti con i dividendi» ha ribadito Messina che si prepara a distribuire a maggio 700 milioni già autorizzati dalla Bce, mentre attende il via libera per la seconda tranche da 1,9 miliardi a ottobre e per un acconto sul 2021 da distribuire verso la fine dell’anno.

Il risultato record al 31 marzo è stato realizzato «nonostante un contesto» ancora difficile per l’ emergenza pandemica, ha osservato il ceo, e lo sforzo in corso per il completamento dell’integrazione di Ubi con l’inclusione di oltre 4 milioni di clienti e 15 mila dipendenti. Anche a livello di filiali è la maggiore integrazione realizzata in Italia, mentre i benefici da sinergie stimati in un miliardo di euro avranno un impatto positivo soprattutto a partire dal secondo trimestre. E tuttavia, ha detto ancora, «Intesa Sanpaolo ha conseguito un inizio d’anno eccellente» mostrando di aver costruito un «modello è solido e redditizio».

In Piazza Affari il titolo ha chiuso in rialzo dell’1,4% a 2,34 euro anche grazie alla spinta delle banche d’affari internazionali, tra cui Deutsche Bank e Jp Morgan, che hanno alzato il prezzo obiettivo e diffuso il cosiddetto «buy». Gli analisti spiegano il risultato ben oltre le attese con la proficua gestione dell’attività sul mercato dei capitali e «l’ottimo rendimento commerciale della rete che si riflette nella crescita del’8,9% su base annua delle commissioni» come scrive nel suo report Bank of America. Anche per le commissioni, infatti, con un dato complessivo di 2,3 miliardi, è stato un trimestre record. I proventi operativi netti e il risultato della gestione operativa hanno segnato entrambi una decisa accelerazione in particolare rispetto all’ultimo trimestre dello scorso anno, con una crescita rispettivamente del 9% e del 38%. l risultato dell’attività assicurativa, ha poi sottolineato Messina, è in crescita del 17% se comparato al quarto trimestre 2020. Le attività finanziarie della clientela «motore di sviluppo del nostro wealth management» aumentano da gennaio a marzo di circa 13 miliardi , portando il valore totale a 1.200 miliardi. La riduzione dei costi operativi (- 2,6% rispetto al primo trimestre 2020) porta il rapporto costo/reddito al 46,5%, «uno dei migliori in Europa».

Messina è tornato infine sulla situazione italiana osservando tra le altre cose che «per avvicinarci ai livelli di occupazione degli altri grandi Paesi europei dobbiamo puntare sui solidi fondamentali della nostra economia: l’elevata ricchezza delle famiglie italiane, pari a 10.700 miliardi di euro, di cui 4.400 rappresentata da attività finanziarie; le nostre imprese manufatturiere, dotate di bilanci assai più solidi rispetto ai livelli precedenti la crisi del 2008; l’eccellenza del nostro export, in grado di superare, negli ultimi 5 anni, quello tedesco per oltre 4 punti percentuali». E ancora, le misure di sostegno predisposte dal governo e e «la grande opportunità per ridisegnare il sistema produttivo» rappresentata dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr), con gli oltre 200 miliardi focalizzati in particolare sugli investimenti nel digitale e nell’ambiente, «sono le basi per dare vita a un’economia più forte, in grado di sostenere stabilmente livelli di crescita del Pil maggiori di quelli a cui siamo abituati».

Per sostenere il rilancio e «la crescita inclusiva e sostenibile» Intesa Sanpaolo mette a disposizione di famiglie e imprese oltre 400 miliardi di prestiti a medio e lungo termine.

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