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Intesa-Ubi, in campo l’Antitrust. Faro sulla posizione dominante

MILANO

L’Antitrust avvia l’instruttoria sull’offerta pubblica di scambio di Intesa Sanpaolo per acquisire Ubi Banca, dando vita a una concentrazione del settore bancario. La Guardia di Finanza, proprio su mandato dell’autorità, ha acquisito documenti nelle sedi di Intesa Sanpaolo, Ubi Banca e Mediobanca, che svolge il ruolo di advisor della transazione.

L’iter ha una tempistica definita. L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha avviato l’11 maggio il procedimento istruttorio sull’offerta pubblica di scambio, a propria volta promossa il 17 febbraio scorso. Il procedimento dovrà concludersi entro 60 giorni. Entro fine giugno è atteso quindi il verdetto.

Le motivazioni dell’indagine sono state spiegate ieri. «In considerazione dell’importanza dell’operazione – spiega l’authority – l’istruttoria è volta a verificare i possibili effetti sulle dinamiche concorrenziali nei mercati bancari, finanziari e assicurativi, nazionali e locali». Del resto, fa notare l’Antitrust, l’acquisizione di Ubi da parte di Intesa è in grado di modificare significativamente il contesto bancario sotto due profili: da un lato, privando il sistema di un operatore di medie dimensioni come Ubi, che in un futuro non remoto avrebbe potuto fungere da polo di aggregazione, costituendo un terzo gruppo bancario di grandi dimensioni a fianco di Intesa e Unicredit. Dall’altro l’operazione farà venir meno «la sostanziale simmetria» fra Intesa e UniCredit, con l’importante crescita della prima.

In particolare, l’Antitrust punta ad analizzare gli effetti dell’unione soprattutto nelle aree geografiche dove sono dominanti le reti commerciali dei due istituti, quindi ad esempio in Lombardia nel bresciano e nel bergamasco. L’Ops potrebbe determinare «la creazione o il rafforzamento di una posizione dominante in alcuni mercati provinciali della raccolta, degli impieghi alle famiglie consumatrici e degli impieghi alle famiglie produttrici-piccole imprese, nei mercati degli impieghi alle imprese medio-grandi e degli impieghi agli enti pubblici, nei mercati nel settore del risparmio gestito, nel mercato del risparmio amministrato, nonché nei mercati assicurativi, tale da eliminare o ridurre in modo sostanziale e durevole la concorrenza» spiega l’Antitrust.

La Guardia di Finanza, su richiesta dell’Authority, starebbe inoltre verificando anche gli effetti di un’operazione più estesa che riguarda anche Unipol e Bper. Il progetto, presentato a febbraio da Intesa, prevede infatti la cessione di una parte della rete di Ubi a Bper proprio per rispettare i vincoli imposti dalla disciplina.

Nel frattempo, l’Ops sta proseguendo a tappe forzate. «L’operazione andrà avanti anche in presenza di adesioni al 50% più una azione del capitale di Ubi», ha dichiarato qualche giorno fa il ceo di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina in assemblea. Il Cda di Ubi attende invece la la presentazione del prospetto ed è al lavoro con gli advisor Credit Suisse e Goldman Sachs e con l’avvocato Sergio Erede per definire una strategia di difesa, anche se lo spazio di manovra per un’offerta concorrente sembra assai ridotto.

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