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Intesa, Torino pesa di più «Bazoli? Tutti dicono sì»

Mancano meno di 20 giorni al deposito delle liste per il rinnovo dei vertici di Intesa Sanpaolo, e alcuni punti cardine sembrano delineati. In vista dell’assemblea in calendario il 22 aprile (ieri il consiglio di gestione della banca ha dato delega al presidente Andrea Beltratti per la convocazione in quella data) pare ormai chiaro anzitutto che si vada verso la riconferma di Giovanni Bazoli alla presidenza e a un maggior peso della Compagnia di San Paolo, primo azionista della banca con il 9,72% del capitale, nel consiglio di sorveglianza.
Ieri Giuseppe Guzzetti, presidente della Fondazione Cariplo, secondo socio con il 4,98% dell’istituto, non ha lasciato spazio a dubbi. Su Bazoli ha risposto così a un cronista che lo ha interpellato sul tema a margine dell’inaugurazione dell’anno accademico della Università Cattolica: «Tutti i colleghi» delle altre fondazioni azioniste «dicono di sì, vuole che sia io a dire di no?». E sulle indiscrezioni relative a un riequilibrio a favore di Torino in consiglio di sorveglianza espressi, ha detto: «Non è strano sia così, la Compagnia di San Paolo ha il doppio di noi. È normale». Su possibili incontri in corso con le altre fondazioni ha tagliato corto: «È tutto chiaro, non ci sono problemi». Infine sui dividendi ha sottolineato: «Non siamo azionisti esosi, non facciamo pressioni sul management. Il consiglio avrà come priorità l’interesse della banca».
Lunedì a Torino si è riunito presso Villa Abegg il consiglio generale della Compagnia (che non ha poteri in materia ma rappresenta un po’ il «parlamento» della fondazione) e il presidente Sergio Chiamparino ha esordito con una comunicazione, formalmente non richiesta e non dovuta, sullo «stato dell’arte» dei colloqui sul rinnovo dei vertici di Intesa Sanpaolo. E ha indicato come orientamento condiviso il fatto che i consiglieri espressi dalla Compagnia sarebbero passati dagli attuali cinque a sei, mentre quelli di Cariplo sarebbero scesi da cinque a quattro, numero nel quale va però compreso il presidente Bazoli, «super partes» rappresentante di tutti gli azionisti. Condivisione di orientamento confermata ieri da Guzzetti.
Mancano poche settimane per le liste (Compagnia e Cariplo si avvierebbero a ripresentarla comune), visto che la tempistica prevede vengano depositate 25 giorni prima dell’appuntamento assembleare. Per il consiglio di sorveglianza è possibile prevalga una certa continuità, ma fra i punti all’ordine del giorno c’è la questione delle «quote rosa» e due posti dovrà riservarli la Compagnia.
Il comitato di gestione della Fondazione torinese, nell’ultima riunione, ha infine convenuto come principio generale l’esclusione del passaggio diretto da ente a banca. È possibile però che il principio trovi un’eccezione nel fatto che Gian Maria Gros-Pietro, componente l’organo di gestione della Compagnia, potrebbe sostituire alla presidenza del consiglio di gestione della banca Beltratti, fra l’altro nominato tre settimane fa su indicazione dell’Abi alla guida del consorzio fra banche Patti chiari. A Beltratti, che è già stato consigliere di Eurizon quando alla guida c’era Mario Greco, potrebbe essere assegnata la presidenza della stessa società di gestione del risparmio.

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