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Intesa, Torino per Gros-Pietro Ipotesi vice presidenza unica  

«Le cose stanno andando avanti tranquillamente, stiamo cominciando a lavorare per creare una bella lista, per dare persone di qualità al cda della prima banca d’Italia», ha detto ieri il presidente di Compagnia di San Paolo, dissimulando almeno in parte le tensioni che sembrano accompagnare questa vigilia. Tensioni fisiologiche, forse, vista la delicatezza del passaggio: dalla lista delle Fondazioni, infatti, scaturirà per la prima volta dalla nascita il board unico di Intesa Sanpaolo, che meno di un mese fa ha deciso di abbandonare il duale per il monistico.

Costruita, non senza una certa dialettica, la nuova architettura della governance, le prossime due settimane saranno decisive per decidere chi andrà ad abitarla. Forse anche meno: formalmente il termine per il deposito delle liste cade il 2 aprile, ma la banca sta sollecitando i soci a fare prima in modo da anticipare la verifica dei requisiti (rafforzati) previsti per i nuovi consiglieri. Così, si punta a chiudere prima di Pasqua o magari già la settimana prossima, tra il 21 e il 22 marzo.
E si arriva ai nomi. Ieri Remmert è venuto allo scoperto, dicendo che «sicuramente» il curriculum di Gian Maria Gros-Pietro è «adatto» a vedersi confermato nel ruolo di presidente – unico – della banca. Compagnia di San Paolo è primo socio della banca, e intende farlo valere formulando una proposta per la presidenza. Gros-Pietro, uscente, ha instaurato un ottimo rapporto con il ceo Carlo Messina e dovrebbe poter contare sull’appoggio – oltre che di Torino- di Fondazione CariPadova, CrBolgona e di Ente CrFirenze. Più fredda la sponda milanese, con Giovanni Bazoli (che resterà presidente emerito fino al 2019) e Fondazione Cariplo: secondo quanto si apprende da diverse fonti vicine alla trattativa, al momento l’ente guidato da Giuseppe Guzzetti punterebbe comunque a una proposta condivisa con Torino e gli altri, ma non è ancora chiaro se ciò equivalga a un semaforo verde per Gros-Pietro. Ad agevolare la sua conferma- è novità degli ultimi giorni – potrebbe essere la nomina di un vice presidente unico (e non di due vice come inizialmente previsto), su indicazione di Cariplo.
Per quanto riguarda le altre caselle del consiglio – la lista di maggioranza dovrà contenere in totale 14 nomi – due dovrebbero spettare a Padova, una a testa per Firenze e Bologna, una alle piccole fondazioni (circola il nome di Giovanni Gorno Tempini). Nomi e requisiti saranno vagliati nei prossimi giorni; e – al di là delle singole “appartenenze” – non sarà un passaggio facile: statuto alla mano, nel nuovo board unico i due terzi dei consiglieri dovranno essere indipendenti (con requisiti rafforzati per i componenti del comitato di controllo) e un terzo donne. Inoltre, i profili dovranno avere un profilo sufficientemente elevato per poter attirare i voti degli istituzionali esteri, senza i quali le Fondazioni difficilmente potranno ottenere la maggioranza delle preferenze in assemblea.
E proprio in vista dell’assemblea per oggi a Torino sono convocati il consiglio di gestione (al mattino) e di sorveglianza (al pomeriggio): in agenda una lunga serie di adempimenti, che vedranno impegnata il CdG anche nella giornata di dopodomani.
Nel frattempo, secondo quanto riportato ieri dall’Ansa Intesa Sanpaolo è in trattativa per vendere un portafoglio crediti dal valore che supera i 3 miliardi di euro. Fonti finanziarie, avrebbero riferito che la banca ha concesso un’esclusiva alla società d’investimento di origine statunitense Christofferson Robb & Company. Il closing dell’operazione non è atteso a stretto giro e potrebbe richiedere diverse settimane.

Marco Ferrando

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