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Intesa taglia i costi Bazoli e Beltratti: stipendi giù del 30%

TORINO — «Abbiamo abbandonato un mondo e siamo entrati in un altro, l’unica certezza è che non ritorneremo al mondo di prima e che il tragitto verso una nuova normalità sarà lungo e pieno di scossoni e incertezze». Al suo esordio davanti ai soci di Intesa Sanpaolo, Enrico Cucchiani non ha voluto alimentare illusioni. È vero che dopo la maxipulizia di bilancio del 2011, che ha portato Ca’ de Sass a chiudere in rosso per 8 miliardi, il grosso è stato fatto. Tuttavia, anche se qualche segnale positivo si inizia a vedere, la situazione resta difficile.
Cucchiani sta anche preparando un nuovo piano strategico. Qualcosa è già filtrato. La Banca dei Territori dovrebbe subire una profonda riorganizzazione, che ha già messo in allerta i sindacati per la possibile chiusura di mille agenzie. La scorsa settimana c’è stato un primo incontro sul tema che ha portato all’avvio delle procedure di sciopero. E domani a Roma Cucchiani incontrerà le rappresentanze sindacali.
Tornando all’assemblea, il consigliere delegato ha spiegato che «nell’attuale contesto recessivo i risultati conseguiti nel primo trimestre sono quasi fin troppo buoni». Merito anche del «profilo prudente da sempre mantenuto dalla banca — ha aggiunto il presidente del consiglio di gestione, Andrea Beltratti — che ha facilitato il raggiungimento rapido di questi obiettivi». Ma «dobbiamo essere cauti — ha avvertito Cucchiani — non possiamo pensare di moltiplicare per quattro i risultati del primo trimestre».
Ieri gli azionisti di Ca’ de Sass hanno detto sì al ripianamento delle perdite e Cucchiani si è impegnato «a meno di fatti imprevedibili» a distribuire «nel 2012 un dividendo almeno pari al 2011». L’assemblea era chiamata anche a integrare il consiglio di sorveglianza con l’ingresso di Pietro Garibaldi, eletto vicepresidente, e Gianfranco Carbonato. Dai soci è arrivato poi un appello alla moderazione salariale. «Il contesto economico e sociale — ha spiegato il segretario della Compagnia di Sanpaolo, Piero Gastaldo — credo imponga a tutti regole e comportamenti ispirati al tempo stesso a criteri di sobrietà, a esigenze di contenimento dei costi, e all’allineamento alle migliori pratiche internazionali».
Pronta la risposta del presidente di Intesa, Giovanni Bazoli, che ha annunciato il taglio di un terzo della propria retribuzione e di quella del presidente del consiglio di gestione Beltratti. Cucchiani invece ha detto di percepire 42,6 volte la retribuzione media dei dipendenti e la metà di quella dei suoi colleghi europei. E comunque «i soldi che risparmierò certamente non me li porterò dietro ma li lascerò in beneficienza così cercherò di restituire parte del beneficio ricevuto». Passando ai temi relativi alla gestione della crisi, il consigliere delegato ha spiegato che Intesa sta facendo ciò che deve per stimolare la ripresa. Dei 36 miliardi ricevuti dalla Bce al tasso dell’1%, «il 58% è stato impiegato per garantire il funding ai clienti a condizioni favorevoli, il 39% in acquisto di titoli di stato italiani con scadenze brevi, il 3% al riacquisto di titoli ibridi».

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