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Intesa sul mercato con un covered da un miliardo di euro

La liquidità c’è per i nomi di alto standing. Lo dimostrano gli ordini raccolti dal covered bond di Intesa Sanpaolo, scadenza 7 anni per 3,5 miliardi di euro, tre volte e mezzo l’offerta da un miliardo collocato dai leadmanager Banca Imi, Crédit Agricole Cib, Commerzbank, Rbs e UniCredit. Galvanizzati da un nome raro per questo comparto, il bond ha attratto il 77% degli investitori esteri che si sono messi in fila per sottoscrivere il bond.
Del resto, l’emissione arriva dopo la decisione della Corte costituzionale tedesca che ha ritenuto legittimo il fondo salva Stati e le elezioni olandesi che hanno consegnato il paese nelle mani di un europeista. Tutti segnali che stanno aiutando a ridare stabilità ai mercati e in particolare alle banche dei paesi periferici. Ma l’euforia manifestata dagli investitori istituzionali nei confronti del deal di Intesa ha anche motivi endogeni: il rating del bond assegnato da Moody’s è atteso ad un livello pari ad A2, tre notches sopra il rating sovrano. Il bond senior collocato lunedì scorso, con ordini per 3,25 miliardi, ha un rating pari a quello dell’Italia ed è stato prezzato con uno spread di 245 punti base sopra il tasso midswap, ovvero 47 centesimi sotto il BTp. La forte domanda ha consentito all’obbligazione di abbassare le condizioni del collocamento, inizialmente fissate a 255 punti base. Il covered Intesa Sanpaolo utilizzato per ottimizzare la gestione di tesoreria, è il secondo lanciato quest’anno dalle banche italiane e arriva dopo l’emissione di UniCredit che lo scorso 14 agosto ha collocato 750 milioni di euro a 5 anni a 290 di spread, 100 punti base sotto il BTp di identica scadenza. Per l’istituto di Ca’ de Sass, invece, bisogna risalire al febbraio 2011 per trovare l’ultima emissione di un bond con sottostante mutui in quel caso per un ammontare di 2,5 miliardi di euro, collocato a 150 punti base sopra il midswap.
Un nome raro per questa asset class, tornato sul mercato in una fase in cui gli investitori sono alla ricerca dei rendimenti: in questa prospettiva, la tedesca Hypothekenbank la scorsa settimana ha collocato un covered bond a cinque anni a 14 punti base sotto il tasso midswap. Le migliorate condizioni dei mercati sono dimostrate dal restingimento degli spread del BTp sul Bund tedesco e con il rendimento del benchmark a 10 anni sceso al 5,06% dal 5,51% prima della decisione della Bce. Stesso andamento sul secondario dei bond bancari: il covered di Intesa del febbraio 2011 ieri scambiava a 230 punti base sopra il midswap in linea con il bond di UniCredit a 225.

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