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Intesa, stretta sul manager esterno

di Federico De Rosa

MILANO — Tutto tace dalle parti di Intesa Sanpaolo. Anche la giornata di ieri è filata via senza vedere fumate bianche levarsi da Ca' de Sass, dove il presidente Giovanni Bazoli sta proseguendo il lavoro di sintesi per arrivare rapidamente alla nomina del nuovo consigliere delegato. Al momento non è stata annunciata alcuna convocazione del consiglio di sorveglianza, a cui spetta l'indicazione del nome, che fuori, ma anche dentro, la banca tutti attendono come il segnale decisivo. Sarebbe tuttavia questione, forse non di giorni, ma di ore. Secondo alcune indiscrezioni Bazoli potrebbe riunire domani il consiglio per discutere la soluzione e chiudere così la partita.
Le pressioni delle fondazioni, che alcuni riferiscono essere state piuttosto incessanti, non sarebbero riuscite a superare le resistenze che hanno frenato finora la soluzione naturale della promozione del direttore generale vicario, Marco Morelli, a consigliere delegato. Il pressing è andato avanti ma l'alternativa del manager esterno con il passare dei giorni si sarebbe rafforzata. Ieri Angelo Benessia, presidente della Compagnia di San Paolo, primo socio di Intesa, ha detto che la scelta del sostituto di Corrado Passera «sarà un risultato corale». La convergenza, quindi, sembra vicina. E le voci vanno in direzione di un candidato esterno a Ca' de Sass. Nei giorni scorsi è girato il nome di Pietro Modiano, uscito tre anni fa proprio da Intesa per andare alla Carlo Tassara. E negli ultimi giorni è spuntato quello del direttore generale del ministero dell'Economia, Vittorio Grilli, che il mondo bancario aveva appoggiato nella corsa alla guida di Banca d'Italia, rilanciato ieri sera dal sito «Dagospia» come il candidato che Bazoli porterà all'attenzione del consiglio di sorveglianza.
E' vero che sin dall'inzio il presidente di Intesa ha preso in considerazione la possibilità di chiamare un manager esterno. Il contesto in cui si trovano a operare in questo momento, non solo Intesa, ma tutte le banche italiane e la tempesta che stanno fronteggiando sui mercati, non hanno facilitato però la ricerca. Che è andata avanti, con un'accelerazione nel fine settimana. E' andato avanti anche il confronto tra gli azionisti di Ca' de Sass per arrivare a definire rapidamente il passaggio di consegne. E ieri a Torino c'è stato un importante passo avanti. Non solo per l'allineamento di Benessia, che spingeva, non unico, per la soluzione interna. Il vicepresidente Luca Remmert ha fatto capire che da parte della Compagnia di San Paolo non c'è alcuna preclusione. «L'importante — ha spiegato — è la competenza del nuovo consigliere delegato, la statura internazionale, la professionalità. Questo non vuol dire deprimere la possibilità di una successione interna, ma spero proprio che si percorra la strada delle capacità e delle caratteristiche». Remmert ha trovato a Milano la sponda del vicepresidente della Fondazione Cariplo, azionista al 4,7% di Intesa, Mariella Enoc per la quale «la scelta deve essere fatta non con urgenza, ma cercando il meglio sul mercato». Anche in Cariplo, che ieri ha riunito il consiglio, non ci sono preclusioni: «Una persona valida — per la Enoc — si può trovare sia all'interno sia all'esterno, Bazoli ha la nostra totale fiducia».
Ieri intanto Morelli e l'altro direttore generale di Intesa, Gaetano Miccichè, anch'esso in corsa per un posto se non da consigliere delegato certamente di maggiore responsabilità, sono andati in trasferta a Torino per la riunione del consiglio di gestione che oltre ad aver preso atto delle dimissioni di Passera e del trasferimento delle deleghe operative al direttore generale vicario, ha esaminato il progetto di riassetto delle banche del Centro Italia. Se oggi Bazoli riuscirà a chiudere il cerchio il board potrebbe riunirsi di nuovo in settimana per procedere alla cooptazione del nuovo consigliere delegato.
 

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