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Intesa Sp, utili ancora su

Niente matrimoni europei per Intesa Sanpaolo, che punta a un ulteriore incremento dei profitti: lo ha affermato l’a.d. Carlo Messina durante l’assemblea degli azionisti svoltasi a Torino. «Non sono allo studio fusioni in Europa. Nel 2019 l’impegno è far aumentare ancora una volta l’utile netto: è un impegno che prendiamo come management nei confronti degli azionisti. Pur in un contesto di mercato molto difficile, riteniamo di poter essere nelle condizioni di garantire questa crescita». L’anno scorso il risultato netto è stato pari a 4,05 miliardi di euro, il più alto dal 2007, con 3,4 miliardi di dividendi in contanti.«Il nuovo piano d’impresa 2018-2021 propone obiettivi di remunerazione del capitale azionario non meno ambiziosi, completamente raggiunti dal bilancio che vi viene oggi presentato insieme con la proposta di destinazione degli utili», ha aggiunto Gian Maria Gros-Pietro, confermato presidente con il 96% del capitale votante. «Sono risultati e proposte frutto di una gestione efficiente e volta allo sviluppo, aperta alle opzioni strategiche, a condizione che ciascuna di esse risulti vantaggiosa per i nostri azionisti, oltre che utile alla sostenibilità della società. Continueremo assicurando la remunerazione adeguata ai soci».

I banchieri hanno quindi ringraziato gli azionisti. «Le fondazioni sono un azionista stabile che garantisce serenità al management e ci consente di guardare a una strategia di medio periodo con grandissima serenità», ha osservato Messina. «Colgo quindi l’occasione per ringraziare tutte le fondazioni che ci sostengono in tutti i passaggi decisivi della vita della nostra azienda». L’attenzione è rivolta anche ai fondi di investimento: «Ringrazio gli azionisti internazionali, perché, se la banca è riuscita a muoversi da una capitalizzazione di borsa di 20 miliardi di euro a una capitalizzazione di 40 mld, nonostante lo spread a 250 punti base e nonostante gli investitori internazionali guardino al paese in modo attendista, noi rimaniamo la bandiera italiana per questi soggetti, che ci continuano a supportare e a esserci vicini nei diversi passaggi».

Il capoazienda ha assicurato che Ca’ de Sass farà meglio di quanto previsto dal piano di impresa in termini di de-risking. Le rettifiche nette su crediti nel 2018 sono ammontate a 2,394 miliardi: si tratta dei più bassi interventi dal 2007 nonostante una maggiore copertura delle poste deteriorate. Non è mancato un ringraziamento al presidente emerito Giovanni Bazoli e al numero uno uscente di Fondazione Cariplo, Giuseppe Guzzetti. «Spero che il professor Bazoli possa continuare nella sua opera di essere vicino alla banca, così come mi auguro che l’avvocato Guzzetti in qualche modo rimanga legato al mondo delle fondazioni, perché rappresentano due figure che in Italia non saranno replicabili», ha sottolineato Messina.

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