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Intesa Sp svetta in Italia

Le due big italiane del credito, Intesa Sanpaolo e Unicredit, «sentono la loro italianità» in maniera molto diversa: secondo i dati aggiornati a fine 2018, per la banca di piazza Gae Aulenti il nostro paese incide per il 49% dei ricavi, mentre in Ca’ de Sass la quota è al 79,8%. In futuro, considerato il panorama economico mondiale, diventerà molto difficile per tutte le banche aumentare i ricavi. I due campioni italiani devono dunque attrezzarsi per competere su mercati globali. A questa conclusione è arrivata la Uilca in uno studio che confronta i dati patrimoniali ed economici degli ultimi tre anni realizzati da Unicredit e Intesa, le cui scelte aziendali, pur condividendo l’obiettivo di incrementare l’utile, sono state molto diverse.Il ruolo della rete commerciale estera è molto maggiore nell’istituto guidato dall’a.d. Jean Pierre Mustier, che è la terza banca in Germania e la prima in Austria, con un’importante presenza nell’Europa centrale.

La distribuzione geografica evidenzia che la presenza fuori dai confini nazionali è molto più importante per Unicredit, con il 35,36% degli sportelli e il 56,06% del personale, mentre Intesa ha il 20,46% delle filiali e il 25,28% del personale. Se l’istituto condotto dall’amministratore delegato Carlo Messina ha scelto di incorporare le ex banche venete, con una crescita per linee esterne, Unicredit ha preferito rafforzarsi patrimonialmente, agendo in maniera più marcata sulla riduzione degli Npl e sulla razionalizzazione della rete di vendita, oltre sulla cessione di asset non strategici. Lo studio della Uilca ricorda che le ultime previsioni del Fondo monetario internazionale non evidenziano rilevanti miglioramenti economici quest’anno, anche se il 2020 appare leggermente migliore rispetto alla precedente previsione. L’Europa, e soprattutto l’Italia, cresce solo con le esportazioni e gli investimenti sono scarsi. Perciò il settore bancario fatica a incrementare i ricavi soprattutto in Europa occidentale. Banco Santander ha evidenziato che il 29% dell’utile deriva dalle attività in Brasile. Una conferma del fatto che saranno i continenti emergenti (Africa, Asia e America Latina) i campi di gioco dove si svolgeranno le sfide per le banche europee. L’analisi conclude che l’Italia non è per Unicredit il centro del mondo e probabilmente non lo sarà per Intesa Sanpaolo nel futuro, se vorrà rimanere una grande banca europea e non solo la prima in Italia.

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