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Intesa Sp rafforza il Cib

Nasce Imi Corporate & Investment Banking. La struttura organizzativa della nuova divisione del gruppo Intesa Sanpaolo, che intende sostenere e supportare la ripresa economica in Italia, nascerà al completamento dell’iter di fusione per incorporazione della banca di investimento nella capogruppo, previsto il mese prossimo. L’integrazione, che si realizzerà in completa continuità di business, si inserisce nel contesto del piano di impresa 2018-2021 della Ca’ de Sass. Gaetano Miccichè sarà il presidente, Mauro Micillo responsabile della divisione e Massimo Mocio guiderà il Global Markets & Investment Banking. La nuova divisione ha deciso di mantenere un chiaro riferimento a Banca Imi anche all’interno del nuovo brand, sottolineando che l’integrazione rappresenta il proseguimento di un percorso che ha accompagnato le imprese italiane dal dopoguerra a oggi.

«Banca Imi è stata artefice di grandi casi imprenditoriali, storie di crescita e di risanamento, che l’hanno resa un’eccellenza a livello nazionale e un brand riconosciuto e apprezzato sui mercati internazionali», ha commentato Miccichè. «L’integrazione in Intesa Sanpaolo rappresenta l’ultimo tassello di un percorso di eccellenza e rafforza la vocazione del gruppo nel supporto a imprese, pubbliche amministrazioni e istituzioni finanziarie».

Micillo ha spiegato che è atteso a breve il via libera del Tesoro e della Corte dei conti al finanziamento da 6,3 miliardi di euro garantito da Sace a Fiat Chrysler e alla filiera italiana dell’automobile. «Credo che sia un’operazione fondamentale per supportare un settore che rappresenta il 6,2% del pil. L’amministratore delegato (di Intesa Sanpaolo, ndr) Carlo Messina è orgoglioso di questa operazione, che è il più grande intervento nella storia di questo paese a supporto di una filiera e uno dei primi cinque al mondo di cui si ha memoria». Il prestito, deliberato a fine maggio dal cda della Ca’ de Sass, verrà utilizzato da Fca Italy a favore delle attività in Italia e dell’intera filiera. Sono allo studio operazioni analoghe con altri operatori.

Il responsabile della nuova divisione si è quindi soffermato sull’operazione Intesa-Ubi, affermando che, «se andrà in porto, ci saranno benefici oggettivamente evidenti per tutti gli stakeholder e per la comunità: il supporto al territorio e alle aziende è nel nostro Dna. Abbiamo nel gruppo una divisione che si chiama Banca dei territori, che ha alla sua radice la vicinanza ai territori, e con questa divisione corporate & investment banking ancora di più. Siamo cresciuti a pane e corporate, con la missione di seguire il cliente, e farlo 365 giorni l’anno a 360 gradi è la nostra ossessione. Le aziende vivono di normalità. Credo che portare al servizio di una comunità il nostro approccio e la possibilità di sbocchi internazionali sia importante. Come divisione Cib siamo pronti ad accogliere i colleghi di Ubi nel gruppo: come dimensioni giochiamo campionati diversi, ma credo che questa sia una grandissima opportunità per prospettive e solidità». L’ops, secondo Micillo, «porta vantaggi per i clienti di Ubi e per il territorio e un ulteriore beneficio creditizio per le reti geografiche».

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