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Intesa Sp, più impieghi

Nell’emergenza causata dall’epidemia, Intesa Sanpaolo si conferma come punto di riferimento nell’erogazione di credito a famiglie e imprese. Un’attività che, a partire dalla conferma dei 450 miliardi di euro, pari al 25% del pil, di affidamenti, si è ulteriormente ampliata grazie ai nuovi impieghi, che nel solo mese di marzo hanno fatto crescere lo stock per una cifra pari a 5 miliardi di euro». L’aggiornamento numerico è stato offerto dall’a.d. Carlo Messina in occasione dell’assemblea degli azionisti, svoltasi a porte chiuse.

A questi dati si sono aggiunti quelli illustrati dal presidente Gian Maria Gros-Pietro, che ha fornito una fotografia del recente sostegno a favore delle imprese: «Sappiamo qual è l’importanza della nostra funzione e siamo impegnati ad assicurare la linfa necessaria al funzionamento dell’economia e alla sopravvivenza di tutti i suoi attori. Nei mesi di marzo e aprile abbiamo erogato oltre 2 miliardi di euro in nuovi finanziamenti alle pmi, a fronte di quasi 14 mila richieste. Abbiamo concesso circa 180 mila sospensioni di finanziamento, per un controvalore di circa 22 miliardi di euro, a favore di imprese e famiglie».

Messina ha ricordato che le erogazioni a medio e lungo termine, nei primi tre mesi dell’anno, sono ammontate a 14 miliardi di euro: «Fin dalle primissime fasi dell’emergenza abbiamo promosso una moratoria per famiglie e imprese con la sospensione dei finanziamenti in essere. Al contempo abbiamo messo a disposizione un plafond da 15 miliardi per il nuovo credito, aumentato a 50 miliardi a seguito delle misure varate dal Decreto liquidità».

Intanto il capoazienda ha ribadito che Intesa Sanpaolo, grazie al sostegno degli azionisti, prosegue «con maggiore convinzione nell’offerta di scambio promossa nei confronti di Ubi». L’assemblea ha approvato quasi all’unanimità l’aumento di capitale a servizio dell’operazione lanciata a metà febbraio. «Un’operazione che, nel contesto generato dall’epidemia, acquisisce maggiore valenza strategica e per Ubi banca una prospettiva ancor più rilevante: elevata patrimonializzazione, robusta copertura dei crediti deteriorati, dimensione, diversificazione e capacità di investimento assumono ora ulteriore valore».

Messina ha ricordato che l’iniziativa andrà avanti anche in presenza di adesioni al 50% più una azione del capitale di Ubi. Il numero uno di Ca’ de Sass ha fornito rassicurazioni al mondo che gravita intorno a Ubi: «Sono previsti ogni anno 10 miliardi di credito aggiuntivi, senza alcuna revoca dei fidi concessi. Garantiremo la valorizzazione del personale Ubi, che manterrà piena autonomia nell’erogazione del credito a livello locale. Rafforzeremo queste aree grazie all’assunzione di 2.500 giovani, mentre le uscite saranno solo su base volontaria, come Intesa Sanpaolo ha sempre fatto con le sue persone». E poi un messaggio agli azionisti: «Nei territori in cui è presente Ubi e dove sono presenti i suoi azionisti, saremo in grado di portare la nostra capacità di remunerare gli azionisti in maniera significativa e sostenibile».

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