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Intesa Sp, campioni con Ubi

Oggi un matrimonio all’estero non creerebbe valore per Intesa Sanpaolo, che ha preferito muoversi all’interno dei confini nazionali per creare un campione bancario europeo. La scelta è ricaduta su Ubi, considerata migliore sul mercato e più affine alla Ca’ de Sass. È questo il messaggio lanciato da Carlo Messina, a.d. di Intesa Sanpaolo, commentando l’offerta pubblica di scambio volontaria lanciata sulla totalità delle azioni Ubi. Il banchiere si è detto ottimista sull’operazione: «L’offerta è verso gli azionisti e, siccome la maggioranza del capitale di Ubi banca è in mano a investitori internazionali, non credo ci possa essere un esito diverso da una soluzione favorevole a Intesa Sanpaolo».

Ca’ de Sass offrirà 17 azioni Intesa ogni dieci azioni di Ubi portate in adesione. Il premio è del 27,6% rispetto al prezzo ufficiale delle azioni Ubi alla chiusura del 14 febbraio. La proposta valorizza Ubi 4,9 miliardi di euro. Messina ha riferito che non c’è stata nessuna interlocuzione con Ubi prima della decisione del cda di Intesa, svoltosi nella tarda serata di lunedì: «Mi sono premurato di chiamare il ceo di Ubi banca, Victor Massiah, e il presidente Letizia Moratti al termine del cda che ha approvato l’ops. Entrambi sono stati dei signori nel rapporto e nella relazione. La nostra offerta si riferisce al cda e soprattutto agli azionisti, ma non ci saranno colloqui con gli azionisti di Ubi. Non mi sembra che la borsa oggi (ieri, ndr) abbia penalizzato il titolo, quindi faranno le loro valutazioni». A piazza Affari Ubi, che oggi riunirà il cda, ha chiuso in forte progresso (+23,55% a 4,31 euro) e Ca’ de Sass ha guadagnato il 2,36% a 2,60 euro.

Non c’è stata alcuna interlocuzione nemmeno con Palazzo Chigi prima del via libera del board. «Ho chiamato il ministro dell’economia e delle finanze, Roberto Gualtieri, per informarlo a fine cda», ha spiegato Messina. «Questa è stata la mia interlocuzione istituzionale. Non ci sono state interlocuzioni con Ubi banca per tematiche di insider trading. Non è surreale, è il mondo reale. Ci sono leggi che impediscono di parlare di un’ops con chiunque».

Quanto al piano di integrazione, l’a.d. di Intesa ha precisato che il marchio Ubi scomparirà, come sono scomparsi tutti gli altri, «ma non è il caso di drammatizzare: l’importante sono le persone e la loro valorizzazione». Nessun dettaglio sulle controllate di Ubi nel risparmio gestito, ma solo una linea di indirizzo: «Tutto ciò che è private banking è strategico».

Infine, Messina ha elogiato il ruolo delle fondazioni azioniste: «La diluizione che i nostri azionisti avranno se l’operazione andrà in porto sarà minima, rimarranno più o meno nella posizione attuale. Le fondazioni sono strategiche».

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