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Intesa Sp, 532 sportelli a Bper

Intesa Sanpaolo e Bper tornano sotto i riflettori degli analisti dopo l’accordo nell’ambito dell’Ops di Intesa Sanpaolo su Ubi, che prevede un aumento del numero di filiali, salito a 532, che verranno acquistate da Bper e una leggera revisione del prezzo di cessione. L’accordo integrativo dovrebbe agevolare l’ottenimento di un responso favorevole da parte dell’autorità Antitrust. Se l’operazione andrà a buon fine Bper, guidata da Alessandro Vandelli, diventerà il quinto gruppo bancario per totale attivi e il terzo per numero di filiali e raccolta totale.

Entro oggi Intesa Sanpaolo presenterà, anche sulla base dell’accordo integrativo ufficializzato ieri mattina, nuove informazioni all’autorità garante della concorrenza presieduta da Roberto Rustichelli che dovrebbe chiudere la fase istruttoria del processo autorizzativo entro il 18 giugno. «Con riferimento all’offerta pubblica di scambio volontaria totalitaria avente ad oggetto massime n. 1.144.285.146 azioni ordinarie di Unione di Banche Italiane spa (Ubi), comunicata in data 17 febbraio 2020 e oggetto di successivo comunicato stampa di avvenuto deposito del documento di offerta presso Consob in data 6 marzo 2020», si legge in un documento di Intesa Sp, «ieri è stato concluso un accordo integrativo dell’accordo vincolante, reso noto il 17 febbraio scorso, sottoscritto da Intesa Sanpaolo con Bper Banca in merito alla cessione di un ramo d’azienda costituito da un insieme di filiali del gruppo risultante dall’operazione e dai rispettivi dipendenti e rapporti con la clientela. A seguito della comunicazione delle risultanze istruttorie da parte dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm), il ramo d’azienda oggetto di cessione è stato ulteriormente e coerentemente specificato. Il corrispettivo in denaro è stato determinato in un importo pari al minore tra il 55% del patrimonio in termini di Common Equity Tier 1 del ramo e il 78% del multiplo implicito pagato da Intesa Sanpaolo per il patrimonio in termini di Common Equity Tier 1 di Ubi Banca» Come già comunicato in precedenza, si conferma che il corrispettivo per il ramo sarà pagato per cassa.

In base ai calcoli di Equita, il prezzo pagato da Bper, considerando un acquisto di 532 filiali (rispetto alle 450 ipotizzate originariamente), dovrebbe aumentare di circa 100 milioni a 582 mln: l’entità dell’aumento di capitale, che nelle intenzioni del management dovrebbe essere tra 600 e 700 milioni (nell’ambito di una delega fino a un miliardo) secondo gli esperti dovrebbe essere sostanzialmente confermato.

Dunque, Bper ha rivisto l’accordo con Intesa Sanpaolo nell’ambito dell’Ops promossa dalla banca guidata dal ceo, Carlo Messina su Ubi, l’istituto di credito guidato da Victor Massiah. Delle 532 filiali una cinquantina sono leggere, ovvero dotate di masse contabilizzate nelle agenzie madri. Il perimetro di acquisto degli sportelli è stato ampliato a seguito di alcuni rilievi dell’Antitrust e di conseguenza è lievemente aumentato anche l’importo dell’aumento di capitale. Quest’ultimo è vincolato anche ad alcune condizioni di mercato e potrebbe subire ulteriori variazioni.

La banca popolare dell’Emilia Romagna (Bper) ha fatto sapere, con una nota, che la natura dell’accordo integrativo conferma il razionale strategico e industriale dell’operazione, in linea con gli obiettivi di crescita dimensionale e consolidamento del posizionamento competitivo del gruppo, rafforzandone sia la base di clientela che le quote di mercato in regioni di grande rilevanza economica dove attualmente Bper ha una presenza limitata.

Il ramo sarà composto da depositi e raccolta indiretta da clientela stimati rispettivamente in circa 29 miliardi di euro e 31 miliardi e da crediti netti stimati in circa 26 miliardi. Oltre il 70% delle masse afferenti al ramo sono relative a clientela basata nelle regioni settentrionali del Paese. Questo rafforzamento della capacità distributiva di Bper permetterà, tra le altre cose, il pieno utilizzo delle fabbriche prodotto del gruppo.

La nuova intesa prevede che gli impieghi addizionali rispetto a quanto inizialmente ipotizzato, stimati pari a circa 4,5 miliardi, saranno costituiti esclusivamente da impieghi in bonis.

L’acquisizione del ramo favorirà, in particolare, un miglioramento della qualità del credito con un Npe Ratio lordo stimato pari all’8,4%, se calcolato proforma sui dati al 31 marzo 2020, tenendo conto sia del profilo dell’asset quality del Ramo sia dell’imminente finalizzazione della cessione di crediti in sofferenza attraverso un’operazione di cartolarizzazione con garanzia statale. Si conferma altresì la solidità patrimoniale del gruppo Bper con un Cet1 ratio Fully Loaded consolidato pro-forma stimato pari al 12,5% alla fine del 2020.

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