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Intesa si riorganizza, 1.000 nuovi direttori

Intesa Sanpaolo riorganizza la Banca dei Territori cambiando l’articolazione e segmentando le funzioni degli sportelli. Il piano, che era stato illustrato dal consigliere delegato Carlo Messina al consiglio dello scorso 16 settembre, segna il superamento dell’organizzazione per aree geografiche. Della vecchia organizzazione restano in piedi le sette divisioni regionali, a cui faranno capo i tre nuovi «territori commerciali», perno della nuova articolazione: retail, personal e imprese, a cui verrà dedicato personale specializzato. Ognuna di esse avrà un direttore commerciale sotto al quale lavoreranno i direttori di area a cui faranno capo le filiali. Complessivamente saranno creati oltre 1.000 nuovi direttori – di filiale, di area e commerciali – e nelle intenzioni di Messina il nuovo modello organizzativo creerà opportunità di crescita per circa 2.000 persone. «Oggi — ha commentato il consigliere delegato di Intesa — possiamo finalmente annunciare con soddisfazione che uno dei pilastri fondamentali del nostro Piano, la valorizzazione delle persone e della clientela attraverso il lancio del nuovo modello di servizio di Banca dei Territori, sarà pienamente realizzato entro la fine di quest’anno. Il nuovo modello — ha proseguito Messina — avrà un impatto senza precedenti sulla nostra capacità di rispondere alle esigenze di famiglie e imprese, facendo della valorizzazione delle nostre competenze specializzate e della centralità del territorio gli elementi differenzianti per raggiungere i risultati attesi». Nell’agenda di Intesa non c’è solo la riorganizzazione delle aree di business. In Ca’ de Sass è aperto anche un cantiere per la riforma della governance, che non dovrebbe portare a novità nell’immediato. Il presidente del consiglio di gestione, Gian Maria Gros-Pietro, a margine della consegna di due borse di studio intitolate al banchiere Luigi Arcuti, ha spiegato ieri che l’istituto «ha approvato delle proposte di variazione dello Statuto che abbiamo mandato a Banca d’Italia» e solo dopo l’approvazione si passerà alla stesura del nuovo statuto. «Un lavoro — ha detto Gros-Pietro — che cominceremo a fare a novembre» ma, ha aggiunto, «non credo che potrà essere pronto per l’assemblea del 2015».

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