Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Intesa, si chiude l’era Bazoli

Ordinaria nella forma, straordinaria nella sostanza. L’assemblea di oggi di Intesa Sanpaolo si preannuncia uno spartiacque per il gruppo: sarà l’ultima presieduta da Giovanni Bazoli (rimarrà in banca nel ruolo di presidente emerito) e la prima che vedrà la nomina del cda unico, comprensivo – come previsto dal sistema monistico – del comitato interno per il controllo sulla gestione. In agenda anche l’elezione diretta di presidente e vice presidente (rispettivamente candidati Gian Maria Gros-Pietro e Paolo Emilio Colombo), l’approvazione del dividendo 2015 raddoppiato a 14 cent per le azioni ordinarie e delle politiche di remunerazione per consiglieri, top manager e dipendenti.
Le previsioni della vigilia lasciano intendere che oggi a Torino, al grattacielo di Renzo Piano, si presenterà poco più del 60% del capitale, con lo studio Trevisan che da solo porterà le deleghe di una quota del 37-39% di capitale detenuto dai fondi. Situazione analoga al febbraio scorso, quando per approvare quasi all’unanimità il nuovo statuto con la governance monistica si era visto il 62,7% del capitale, per quasi i due terzi (39,1%) rappresentato dai fondi. Dettaglio non da poco, soprattutto se confrontato con l’ultimo rinnovo degli organi di Intesa: nell’aprile del 2013 gli istituzionali esteri detenevano il 27% del capitale e il 43% del quorum assembleare, trascorsi tre anni – in cui il titolo è salito da 1,3 a 2,4 euro, dopo aver toccato i 3,5 euro nell’estate scorsa – la loro presenza nel capitale è quasi raddoppiata, mettendoli in condizione di controllare l’assemblea e comunque di avere l’ultima parola su ogni decisione. In realtà, almeno per ora, la “pax sociale” sembra garantita: le Fondazioni hanno presentato una maxi lista destinata a collocare almeno 14 consiglieri, Assogestioni si è limitata a cinque candidature e quindi a una presenza di minoranza, che però annovera la figura chiave del presidente del Comitato controllo (Marco Mangiagalli). Le proxy, per prassi, suggeriscono di votare per la formazione di minoranza, ma in base agli umori raccolti da Il Sole 24 Ore la prima lista godrà di ampia maggioranza, vista anche la presenza di Carlo Messina, che sarà unica figura esecutiva del board; scontata anche l’elezione – nell’ambito di una sola votazione – del presidente del vice presidente.
Oggi, però, protagonista sarà il Professore. Dopo il commiato dai consiglieri della settimana scorsa, oggi Giovanni Bazoli saluterà anche i soci presiedendo la sua ultima assemblea della di Intesa Sanpaolo, a dieci anni dalla nascita del gruppo. Un’operazione che ieri, interpellato da Radiocor Plus, il presidente di Fondazione Cariplo, Giuseppe Guzzetti ha definito «il suo capolavoro». «Oltre al fatto di avere creato la prima banca del Paese, questa operazione impedì che il Sanpaolo Imi fosse comprato dal Santander e che Banca Intesa finisse sotto il Crédit Agricole. Bazoli è stato un protagonista che ha contribuito a creare una grande banca italiana evitando che finisse sotto il controllo straniero, quindi un banchiere fondamentale per il sistema bancario italiano». «Fin da subito fu chiaro che per crescere occorreva valorizzare con rispetto reciproco le competenze e le professionalità di entrambi i gruppi», ricorda invece Enrico Salza, che nel 2006 – mentre era presidente del Sanpaolo – stava lavorando «sulla fusione con Mps». «Quello di Nanni Bazoli è un grande esempio positivo di strategia ben riuscita di costruzione progressiva di un così importante gruppo bancario italiano di respiro europeo», sottolinea il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, mentre per il ceo di Ubi, Victor Massiah, «Bazoli ha saputo aggregare sensibilità bancarie differenti con grande abilità e pazienza, miscelandole con una dose importante di attenzione per la cultura privata». «Bazoli in oltre 30 anni di lavoro ha costruito la più grande e più solida banca italiana partendo dai resti di un piccolo istituto commissariato», ricorda Corrado Passera, ex ad di Intesa Sanpaolo e prima ancora del Banco Ambrosiano Veneto, mentre per l’ex presidente di Cariplo, Giuseppe Mazzotta, «Bazoli è stato uno degli artefici del sistema bancario dando vita a un gruppo che rappresenta uno dei baricentri per forza patrimoniale e capacità operativa».

Marco Ferrando e Guido Maurino

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

«Non sapevo che Caltagirone stesse comprando azioni Mediobanca. Ci conosciamo e stimiamo da tanto t...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Primo scatto in avanti del Recovery Plan italiano da 209 miliardi. Il gruppo di lavoro "incardinato"...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La Cina ha superato per la prima volta gli investimenti in ricerca degli Stati Uniti. Pechino è vic...

Oggi sulla stampa