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Intesa seleziona la short list dei fondi per il progetto «Rep»

Arriva la «short list» per il «Project Rep» di Intesa Sanpaolo, cioè il piano che prevede la creazione di un veicolo di cartolarizzazione, a cui dovrà essere ceduto un ampio portafoglio di crediti problematici (per oltre 1 miliardo di euro) con sottostante beni immobiliari o progetti di sviluppo da rivalutare.
Secondo indiscrezioni entro il fine settimana verrà individuata una lista ristretta di investitori con cui poi cercare l’accordo. Secondo i rumors sarebbero in corso trattative con Pillarstone, Tpg, Pimco-Gwm, Cerberus, York, Fortress, Lonestar e Algebris. La scelta sarebbe dunque ormai imminente. Il completamento dell’operazione è previsto entro fine anno.
Secondo il progetto allo studio dovrebbe essere creato un veicolo Spv 130 in base alla legge numero 30 del 30 aprile 1999. Gli investitori saranno chiamati a investire nel veicolo con nuova finanza e a massimizzare la capacità di recupero dei crediti. Intesa Sanpaolo resterà socio della piattaforma. Il progetto è gestito dalla Capital light bank di Intesa Sanpaolo, cioè la struttura guidata da Giovanni Gilli.
Nel pacchetto che sarà scorporato ci sono 78 posizioni verso clientela per un controvalore lordo di 1,35 miliardi di «gross book value». Un’ulteriore suddivisione riguarda la tipologia dei crediti: più o meno 1,25 miliardi riguarda infatti debitori societari, mentre 0,1 miliardi è rappresentato da fondi di real estate gestiti da Sgr.
Sul fronte della composizione degli asset, come destinazione d’uso, la suddivisione è in uffici (l’8% per 110 milioni), retail (8% per 114 milioni), immobili industriali e logistica (4% per 52 milioni), destinazione mista (15% per 202 milioni), residenziale (58% per 781 milioni) e alberghi (7% per 89 milioni).
Quindi la maggioranza degli asset è da riferirsi ad iniziative finanziate da Intesa Sanpaolo nel residenziale (di cui il 30% rappresentato da attività completate e il 70% ancora da sviluppare).
Il 65% (per 880 milioni) del valore dell’operazione Rep è rappresentato da progetti di sviluppo , dei quali il 38% sono terreni e il 27% sono aree sulle quali sono già in corso lavori. Circa il 35% è invece rappresentato da asset completati e affittati.
L’allocazione geografica vede la maggioranza delle posizioni debitorie concentrate nel Nord Italia per complessivi 979 milioni (il 73% del portafoglio). Altri 299 milioni sono invece nel Centro Italia (cioè il 22%), mentre il Sud Italia e le Isole contribuiscono al portafoglio con 70 milioni di euro (pari al 5% del pacchetto).

Carlo Festa

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