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Intesa scorpora il private equity

Il dossier dello scorporo del private equity di Intesa Sanpaolo in una nuova realtà sarà sul tavolo del consiglio di amministrazione di Intesa Sanpaolo del prossimo 15 settembre. Si tratterà di un’operazione di circa 300 milioni di euro di controvalore, grazie ai capitali immessi da investitori istituzionali (si fa il nome in particolare del gruppo statunitense Neuberger Berman ma anche di altri).
Secondo indiscrezioni nella newco dovrebbero finire diverse partecipazioni acquisite dal private equity di Intesa Sanpaolo in questi anni: quella ad esempio nelle matite Fila, ma anche in Guala. Ma anche le quote in Pavan, Novamont e Rina. Infine, sarebbe allo studio di raggruppare nella nuova entità anche quote in fondi di private equity come Carlyle, Apax e Cinven. In dubbio invece lo scorporo (o meno) della quota nel fondo Mandarin. In tutto, secondo i rumors, si parla di un portafoglio del valore di circa 300 milioni di euro.
L’esame dell’operazione, che non ha ancora avuto il via libera formale, sarà quindi sul tavolo del board di Intesa Sanpaolo del prossimo 15 settembre. Per ora si parla di un progetto allo studio, visto che deve essere ancora ben definito il perimetro di scorporo come pure altri fattori chiave. Uno di questi è lo scorporo, assieme al portafoglio di partecipazioni, di un team di gestione che con alcuni professionisti potrebbe entrare nella nuova struttura.
Le trattative per lo spin-off del private equity proseguono ormai da diversi mesi. Interlocutore privilegiato è appunto il colosso statunitense Neuberger Berman, investitore che ha il quartier generale a New York e che gestisce 126 miliardi di dollari in equity, 105 miliardi in reddito fisso e 26 miliardi in investimenti alternativi come hedge fund. In particolare, Neuberger Berman è molto attivo nel mercato secondario del private equity.
Il gruppo guidato da Carlo Messina potrebbe dunque seguire la strada di diverse banche europee negli ultimi anni. Un caso emblematico in Europa è, ad esempio, quello dell’inglese Barclays, che ha scorporato e abbandonato queste attività d’investimento già diverso tempo fa. Secondo il piano d’impresa 2014-2017 Messina ha, del resto, indicato la strada della vendita del portafoglio di partecipazioni attraverso cessioni e deal strutturati.
Resta da capire se per Intesa Sanpaolo si tratterà di una cessione diretta del portafoglio scorporato oppure se la banca deciderà di reinvestire assieme a Neuberger Berman nella nuova struttura. Probabilmente molte di queste risposte si potranno avere dopo il consiglio del 15 settembre.

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