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Intesa Sanpaolo, utili a 4,05 miliardi. «Siamo l’acceleratore del Paese»

Intesa Sanpaolo archivia il suo miglior bilancio dal 2007, con un utile netto in aumento del 6% a 4,05 miliardi e il raggiungimento, già nel primo anno di esecuzione, di diversi obiettivi del piano industriale al 2021. L’esercizio 2018 è anche quello che ha confermato il gruppo guidato da Carlo Messina tra i leader internazionali del credito, per capitalizzazione, efficienza, solidità patrimoniale. Commenta Messina: «Pur in un contesto più complesso del previsto, abbiamo raggiunto tutti gli obiettivi: proporremo all’assemblea la distribuzione di un ammontare di dividendi di 3,4 miliardi, con un “pay out ratio” dell’85%. La capacità di remunerare in maniera significativa i nostri azionisti si conferma una priorità». Ai soci verrà distribuita una cedola di 19,7 centesimi per azione, con un rendimento del 10% calcolato sul prezzo di Borsa del 4 febbraio. Ieri il titolo ha chiuso in rialzo dell’1,59% a 1,99 euro.

«Nonostante un rallentamento atteso — ha detto ancora Messina — i fondamentali dell’Italia continuano ad essere forti. E siamo in grado di gestire questo rallentamento». La prima banca italiana, ha poi ribadito Messina in un incontro con gli investitori, resta « fattore di accelerazione della crescita dell’economia reale del Paese». Nel 2018 le erogazioni a medio e lungo termine a famiglie e imprese sono state pari a 60 miliardi (50 in Italia). È poi confermato l’impegno a «lavorare a fianco di tutte le aziende in grado di superare condizioni di temporanea difficoltà». L’anno scorso sono state aiutate a tornare in bonis circa 20 mila imprese. L’iniziativa ha permesso di salvaguardare oltre 100 mila posti di lavoro. Se calcolato dal 2014, il numero di imprese messe in sicurezza è 93.000 (450.000 posti di lavoro).

Quanto ai crediti deteriorati, nel 2018, è stato ridotto di 16 miliardi lo stock tornato così ai livelli del 2009. In un anno, è stato così conseguito oltre il 60% dell’obiettivo fissato nei 4 anni del piano. Mentre è stato aumentato al 54,5% il livello delle coperture.

Per Messina questo faciliterà l’ulteriore riduzione dello stock «considerando che oggi il flusso dei nuovi npl è ai minimi storici». Il rapporto tra costi e ricavi (cost/income) si colloca al 53% «e ci conferma ai vertici delle banche europee per efficienza — ha affermato Messina —. È un risultato del quale siamo molto soddisfatti perché lo abbiamo raggiunto portando avanti significativi programmi di investimento nel digitale, nel wealth management e nella formazione». L’indice di solidità patrimoniale (common equity Tier1 ratio)ha raggiunto il 13,6% «evidenziando un eccesso di 430 punti base rispetto a quanto richiesto dal Regolatore, nonostante l’impatto negativo di circa 30 punti base derivante dalla riduzione del valore dei titoli di Stato in portafoglio». Ha ricordato infine Messina come il concetto della creazione di valore vada interpretato «in una chiave ampia: essere una banca tra le più solide e profittevoli in Europa significa essere il motore dell’economia sociale del nostro Paese e promuovere un grande progetto per l’inclusione economica e per la lotta alla povertà».

L’ammontare dei dividendi distribuiti e tradotti in erogazioni da parte delle Fondazioni di origine Bancaria nostre azioniste supera il 50% delle erogazioni effettuate da tutte le Fondazioni italiane.

A sostegno delle persone in difficoltà sono stati effettuati 3,5 milioni di interventi tra distribuzione di pasti, farmaci, indumenti e offerta di posti letto. L’impegno a favore della Circular Economy è stato rafforzato grazie ad un plafond di 5 miliardi di credito e grazie al lancio del primo laboratorio italiano dedicato alle imprese.

Paola Pica

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