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Intesa Sanpaolo, utile a 1,05 miliardi. Messina: nel 2019 il dividendo salirà

Costi operativi, crediti deteriorati in calo e un utile netto a 1,05 miliardi — sopra le stime degli analisti che prevedevano un dato di 900 milioni — per Intesa SanPaolo nel primo trimestre del 2019. Un anno, ha detto l’amministratore delegato Carlo Messina, che vedrà «il risultato operativo ancora in crescita e la distribuzione di un ottimo dividendo. Il nostro obiettivo resta quello di remunerare i nostri azionisti e lo abbiamo dimostrato negli anni scorsi. Il nostro impegno — ha ribadito in una conference call — è per dividendi consistenti e sostenibili». L’esercizio chiuso al 31 dicembre scorso aveva visto il record dell’utile netto a 4,05 miliardi, quadruplicato in cinque anni, e monte dividendi di 3,44 miliardi. Per quest’anno il consiglio di amministrazione appena rinnovato dall’assemblea degli azionisti prevede un pay ratio pari all’80% del risultato netto.

I crediti deteriorati vedono una riduzione di un miliardo nel trimestre e di 15 miliardi negli ultimi 12 mesi, mentre il flusso delle nuove sofferenze (npl, non performing loans) è sceso ai minimi storici. L’utile netto del primo trimestre è in lieve calo se comparato a quello contabilizzato nello stesso periodo del 2018 quando il risultato aveva beneficiato di una plusvalenza di 260 milioni sulla vendita della quota nella società ferroviaria Italo-Ntv. Al netto di questa cessione, il risultato netto è in crescita del 4,4% e rappresenta uno dei migliori dati trimestrali dell’ultimo decennio.

Rispetto all’ultimo trimestre del 2018, la redditività è in netta crescita. In particolare, il risultato corrente lordo è aumentato del 30,8% a 1,79 miliardi. I costi operativi sono stati ridotti del 13,9% a 2,2 miliardi.

Sul fronte della solidità patrimoniale, il gruppo resta ai vertici tra le banche europee con un Cet1 ratio al 13,5%, superiore di 420 punti base rispetto a quanto viene richiesto, ha spiegato Messina, «nonostante la riduzione del valore dei titoli di stato in portafoglio e di altri 20 punti base derivanti dall’impatto di nuovi criteri contabili e regolamentari».

Commissioni nette

Al 31 marzo sono scese del 7% a 1,88 miliardi. È previsto un recupero a fine anno

Tra le dinamiche che Messina vede come positive nei prossimi mesi c’è «il basso costo del funding per il resto dell’anno» del quale beneficerà il margine di interesse, favorendo anche un recupero delle commissioni nette a fine esercizio (-7% a 1,88 miliardi nel primo trimestre).

«Siamo impegnati a diventare riferimento globale in termini di responsabilità sociale e culturale», ha poi sottolineato il banchiere, ricordando tra le altre cose l’inclusione di Intesa Sanpaolo «nei principali indici e classifiche di sostenibilità. Siamo l’unica banca italiana — ha detto — presente negli indici Dow Jones sustainability e nella climate change list 2018».

In Italia, la banca si conferma «acceleratore della crescita» con 10,5 miliardi di nuovo credito a famiglie e imprese nel trimestre; circa 5 mila aziende riportate in bonis al 31 marzo e 98 mila dal 2014, «preservando rispettivamente 25 mila e 500 mila posti di lavoro». E ancora in Italia, tra le ultime iniziative a sostegno dello sviluppo, c’è la prima linea di credito non garantito rivolta a tutti gli studenti universitari italiani.

Paola Pica

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