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Intesa Sanpaolo, risale Generali La banca: nessuna ops allo studio

Due riunioni del consiglio di amministrazione convocate per l’esame del bilancio 2016 a ridosso l’una dell’altra, ieri pomeriggio e questa mattina, hanno acceso in Piazza Affari la speranza di un’accelerazione del dossier Generali. Per qualche ora il mercato ha scommesso sulla concretizzazione di un’offerta di Intesa Sanpaolo sul Leone, almeno a giudicare dal brio dei titoli della compagnia assicurativa triestina.

Alle fiammate del 5% in avvio è seguita una chiusura ancora in rialzo dell’1,77% nonostante le smentite sul possibile approdo dell’offerta ai consigli di Intesa e sulla convocazione straordinaria del board nel fine settimana.

In serata, Intesa ha aggiunto in una dichiarazione alla Reuters che nessun lancio di offerta pubblica di scambio è «allo studio della banca». Il gruppo guidato da Carlo Messina ha fin qui ammesso solo l’interesse per una «combinazione industriale» con Trieste e subordinato l’eventuale operazione al soddisfacimento di condizioni sul mantenimento dell’alto livello di patrimonializzazione della banca e sulla remunerazione agli azionisti, che attendono un dividendo di tre miliardi sull’esercizio 2016 e di quattro miliardi nel 2017.

Mentre la Banca centrale europea e il governo seguono «con attenzione» l’evolversi della vicenda, molto lavoro, par di capire, attende ancora manager e advisor prima di poter sciogliere la riserva sull’aggregazione. Il profilo regolatorio e di vigilanza è certamente un capitolo tra i più complessi.

Il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, ha osservato ieri di non vedere «contrasto» tra difesa dell’italianità e capacità di essere forti sui mercati internazionali. Nelle sale operative si punta già, invece, come si è visto, su una possibile offerta di scambio, con eventuale aggiunta di cash, sul 60% del capitale, a un corrispettivo di circa 17 euro per azione.

Quanto ai conti d’esercizio, sono i primi approvati con la nuova governance monistica, introdotta nell’aprile scorso. Il consiglio dovrebbe inoltre affrontare la possibile cessione di un portafoglio di crediti deteriorati ( non performing loan ) e procedere con le verifiche di valore delle attività iscritte a bilancio. Tra le possibili svalutazioni potrebbe esserci il contributo nel fondo Atlante, che è stato pari a 845 milioni.

Paola Pica

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