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Intesa Sanpaolo, ripresa degli utili a quota 503 milioni

Il calo improvviso del Pil non sorprende Carlo Messina. «Stiamo uscendo dalla crisi — nota il consigliere delegato di Intesa Sanpaolo — , mi pare che ci fossero aspettative eccessive sulla tempistica, anche se secondo me il trend è chiaro». Prudenza, ma anche ottimismo per il banchiere che ieri ha presentato al consiglio di Ca’ de Sass il bilancio del primo trimestre 2014, chiuso con un utile record di 503 milioni di euro, in crescita del 64,4%, grazie al miglioramento dei risultati di tutte le divisioni. La Banca dei Territori ha registrato utili pre tasse per 318 milioni, in crescita del 31%, Fideuram per 507 milioni con un balzo del 30%, le banche estere per 124 milioni, in rialzo del 44%, e la divisione corporate e investment banking per 619 milioni, in calo del 9% per i minori profitti da trading dando comunque il contributo più elevato ai profitti complessivi del gruppo.
«Nei primi tre mesi abbiamo realizzato un significativo aumento della redditività e allo stesso tempo un chiaro miglioramento della qualità dei ricavi» ha commentato Messina che illustrando i conti agli analisti ha sottolineato la solidità patrimoniale della banca e confermato che per i dividendi non ci saranno problemi.
I proventi operativi netti sono stati pari a 4,1 miliardi, il linea con il primo trimestre 2013, con 2,1 miliardi di interessi netti, in crescita del 4,1% e 1,58 miliardi di commissioni nette, pari a quelle registrate nei primi tre mesi dello scorso anno. Il risultato della gestione operativa si è attestato a 2 miliardi, il 16% in più rispetto a fine dicembre. Calano le rettifiche e accantonamenti sui crediti, paria a 1,4 miliardi, meno della metà di quelle registrate alla fine dello scorso anno.
Anche se Messina non è preoccupato per il dato negativo del Pil, «noi siamo in una posizione migliore di chi fa le statistiche — spiega il banchiere — e stiamo vedendo chiari segnali di recupero», a Piazza Affari la flessione improvvisa della crescita italiana ha scatenato le vendite sui titoli bancari, mettendo in difficoltà Intesa che dopo una sospensione al ribasso ha chiuso la seduta in calo di oltre il 6%.

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