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Intesa Sanpaolo riapre il mercato dei bond bancari italiani

È toccato ad Intesa Sanpaolo riaprire il mercato dei covered bond e più in generale delle emissioni italiane dopo il black out dovuto alle tensioni politiche in Italia. Al bond dell’istituto italiano si è aggiunto quello di Vittoria Assicurazione che nonostante non sia un emittente frequente è riuscita ad attirare una forte domanda da parte degli investitori.
Per Intesa Sanpaolo l’avvio del deal era un segnale importante dal momento che era dallo scorso gennaio che non veniva collocato un covered bond italiano: il bond da un miliardo di euro e scadenza 7 anni, ha raccolto richieste per 1,5 miliardi di euro con uno spread sul tasso mid swap di 63 punti base dai 70 iniziali. L’ultimo covered bond risale a gennaio ed era stato collocato da Ubi Banca, con una scadenza di 6 anni e con uno spread di 50 punti base sul tasso midswap. Ma il contesto di mercato a causa delle incertezze politiche, dalle elezioni italiane fino alla formazione del governo giallo-verde a guida 5 stelle-Lega, ha creato volatilità lasciando in stand by molte operazioni.
Il mercato ha dato la sua valutazione e ha valutato il prezzo del covered bond di Intesa Sanpaolo 110 punti base sul BTp di identica scadenza, un valore che non si vedeva da tempo. Rispetto ai titoli quotati sul mercato secondario, lo spread si ferma a 10-15 punti base. La size da un miliardo del covered bond è stato un segnale positivo di fiducia dal momento che in media le dimensioni si aggirano sui 500-700 milioni di euro, l’ultimo da un miliardo risale al settembre dello scorso anno. Determinante per il mercato è stato il restingimento dello spread di 7 punti base dalle indicazioni iniziali, una indicazione di fiducia non soltanto per l’emissione in sé, ma soprattutto per i prossimi collocamenti italiani rimasti finora in pipeline. Il bond di Intesa Sanpaolo ha una cedola dell’1,125% e un rendimento dell’1,155 per cento
A contribuire nella riuscita dell’operazione i joint leads Banca Imi, Crédit Agricole, Credit Suisse, Natwest Markets, Santander e UniCredit. Il titolo è stato richiesto per il 70 per cento da investitori esteri e per il 30 per cento da investitori italiani. Tra i sottoscrittori oltre confine si sono distinti i tedeschi con il 29%, i francesi con il 16% e i britannici con l’8 per cento. Il 43 per cento è stato attribuito agli asset managers, 24% alle banche, 24% institutional investors tra cui la Bce.
Un deal positivo, dunque, non soltanto per il covered bond italiano. A beneficiare del buon momento è stata anche Vittoria Assicurazioni che ha collocato il suo primo bond, un titolo a 10 anni, subordinato, con rating atteso BBB- di Fitch, per un ammontare di 250 milioni di euro, raccogliendo richieste per 470 milioni di euro. Il prezzo fissato inizialmente al 6 per cento ha chiuso al 5,75 per cento. Quello di Vittoria Assicurazioni è stato il primo bond subordinato dal collocamento di UnipolSai Assicurazioni dello scorso febbraio, prima delle elezioni italiane. Joint lead manager Banca Akros, Gruppo BPM e Morgan Stanley.

Mara Monti

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