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Intesa Sanpaolo, più tempo per il rinnovo

Intesa Sanpaolo ferma le operazioni per il rinnovo anticipato dei vertici. La nomina del consiglio di sorveglianza potrebbe tornare in agenda per aprile, insieme all’assemblea di bilancio, invece che essere anticipata a gennaio o febbraio come aveva auspicato il presidente Giovanni Bazoli. Il confronto tra i soci di Ca’ de Sass non avrebbe prodotto il necessario consenso sui tempi del rinnovo. Per cui al momento la possibilità di un anticipo sarebbe sfumata. Va anche tenuto conto che in primavera scadono i consigli di Fondazione Cariplo, Fondazione Cariparo, Ente Carifirenze e Fondazione Carisbo, soci stabili di Ca’ de Sass. E dunque non sembrerebbe azzardato supporre che la preferenza di alcuni soci per la via ordinaria sia dovuta alla possibilità di consentire ai nuovi vertici di partecipare alle decisioni sul rinnovo del consiglio di Intesa.
«Non posso e non voglio commentare» si è limitato a dire ieri il presidente del consiglio di gestione di Intesa, Andrea Beltratti. Il rinnovo riguarderà anche il board operativo, rivoluzionato dopo il varo delle modifiche alla governance. Nelle scorse settimane era spuntato il nome di Gian Maria Gros Pietro per la guida del consiglio. «Siete preoccupati per la mia figura di presidente? Ma non scompaio, in ogni caso» ha ironizzato Beltratti.
Secondo alcune voci a incidere sugli orientamenti di alcuni azionisti sarebbe stata anche l’intenzione del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, di indire l’election day il 10 marzo unificando quindi le elezioni amministrative in Lombardia, Lazio e Molise, con le politiche. La proposta di anticipare il rinnovo, avanzata da Bazoli, era legata ai timori di nuovi attacchi speculativi in coincidenza della campagna elettorale, che avrebbero potuto colpire la prima banca italiana nel pieno della transizione. Meglio avere un nuovo vertice già insediato e pienamente operativo, aveva spiegato Bazoli. Dunque l’indicazione di Napolitano potrebbe avere accelerato le riflessioni lasciando intravvedere un clima più tranquillo in vista dell’assemblea di aprile. Le riflessioni dei soci avrebbero coinvolto anche la Banca d’Italia, che però sulle date dell’assemblea non avrebbe preso posizione.
Il rischio che il rinnovo dei vertici di Intesa avvenga comunque nel mezzo di una bagarre politica rimane. Non è detto infatti che per fine aprile il quadro istituzionale sia già chiaro. Una volta eletto, il Parlamento dovrà infatti procedere alla nomina del presidente della Repubblica, al quale spetterà poi il compito di avviare le consultazioni e affidare il mandato per la formazione del governo. Il percorso potrebbe anche essere rapido, ma è più probabile che tra la chiusura delle urne e la fiducia in Parlamento, vista anche la fase storica e l’importanza delle scelte, si arrivi a maggio.

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