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Intesa Sanpaolo, offerta su Ubi: lancia una Ops da 4,9 miliardi

Intesa Sanpaolo punta a Ubi Banca. Con una mossa non concordata arrivata nella notte tra lunedì e martedì, il primo gruppo bancario italiano ha comunicato di aver deciso di lanciare una Ops (Offerta pubblica di scambio) volontaria e totalitaria su Ubi. L’offerta prevede che per 10 azioni di Ubi portate in adesione vengano corrisposte 17 azioni ordinarie di Intesa Sanpaolo di nuova emissione. Sulla base del prezzo ufficiale di chiusura di venerdì scorso 14 febbraio si Intesa, a 2,502 euro, ogni azione Ubi viene così valutata 4,254 euro. Con un premio del 27,6% sulla chiusura del 14 febbraio, pari a 3,333 euro, che valorizza Ubi Banca 4,86 miliardi di euro.

Intesa Sanpaolo spiega la motivazione dell’offerta con la volontà di consolidare ulteriormente, attraverso l’apporto della clientela e della rete di Ubi, la propria leadership nel settore bancario italiano «dove opera con successo in tutti i segmenti di mercato». Tra gli obiettivi di Intesa Sanpaolo — spiega nel dettaglio la nota — c’è quello di realizzare, dal 2022, utili superiori ai 6 miliardi. Intesa Sanpaolo, inoltre, ritiene che nell’operazione con Ubi si possano realizzare sinergie per 730 milioni ante imposte per anno.

Più nel dettaglio, il gruppo guidato da Carlo Messina evidenzia che l’operazione potrà permettere di «rafforzare gli stakeholders dei due gruppi, inclusa la componente italiana, nel panorama bancario europeo» e «creare valore per gli azionisti tramite la distribuzione di flussi di dividendi sostenibili nel tempo anche grazie alle sinergie derivanti dall’aggregazione». Previsti benefici anche per il vertice aziendale di Ubi, che potrà essere integrato «nelle prime linee di management di una realtà leader in Italia e di dimensioni europee», e per le risorse aziendali dell’istituto guidato da Victor Massiah che avranno «l’opportunità di crescere professionalmente nel nuovo gruppo».

Il target di utili

L’obiettivo del nuovo gruppo sarebbe quello di realizzare, dal 2022, utili per oltre 6 miliardi

Quanto agli aspetti più tecnici dell’operazione, il consiglio d’amministrazione di Intesa Sanpaolo ha deliberato di sottoporre all’assemblea straordinaria dei soci del prossimo 27 aprile la proposta di delegare all’organo amministrativo l’aumento del capitale sociale a servizio dell’Offerta pubblica di scambio.

L’operazione ideata da Intesa Sanpaolo coinvolge, però, anche altri soggetti: da una parte Bper, che ha sottoscritto con il gruppo guidato da Messina un contratto che prevede, in caso di successo dell’offerta su Ubi Banca, l’acquisto di un ramo d’azienda composto da circa 1,2 milioni di clienti distribuiti su 400/500 filiali bancarie del Nord Italia; e dall’altra UnipolSai che rileverà, sempre in caso di successo dell’offerta su Ubi, i rami d’azienda delle compagnie assicurative Bancassurance Popolari, Lombarda Vita e Aviva Vita partecipate da Ubi Banca.

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