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Intesa Sanpaolo-Nexi, c’è l’accordo

Patto sul grande affare dei pagamenti digitali fra l’Intesa Sanpaolo di Carlo Messina e Nexi, l’ex CartaSi guidata dall’amministratore delegato Paolo Bertoluzzo. Ieri è stato firmato l’«accordo sui Pos». Da un lato Nexi rileverà per un miliardo di euro l’attività di acquiring di Intesa: è il ramo d’azienda della gestione dei Pos, i terminali nei negozi per pagare con Bancomat e carte di credito. Comprende i contratti con 180 mila negozianti che hanno generato in un anno transazioni per 66,2 miliardi di euro e, dice Intesa, un utile netto di 48 milioni.

Dall’altro lato Intesa Sanpaolo entrerà in Nexi con il 9,9%, pagando 653 milioni. A vendere è Mercury Uk, la società che controlla Nexi e fa capo ai fondi Advent, Bain Capital e Clessidra. Dopo il perfezionamento dell’operazione (lead advisor Mediobanca), atteso entro il 2020 e subordinato all’autorizzazione di Banca d’Italia e Antitrust Ue, l’azionariato di Nexi sarà composto al 50,1% da Mercury Uk e al 9,9% da Intesa. Dovrebbe restare al 3,2% Gic, il fondo sovrano di Singapore, e al 37% circa il flottante. Intesa pagherebbe 10,50 euro per azione: meno del valore a cui Nexi ha chiuso ieri in Borsa, dove ha segnato un +4,22% a 11,40 euro (+0,59% Intesa). Dall’Ipo di aprile, la pay tech italiana ha guadagnato il 27%.

«Nexi si conferma un partner chiave per il sistema bancario nello sviluppo dei pagamenti digitali come leva di modernizzazione del Paese», ha detto Bertoluzzo. Il gruppo prevede un impatto positivo di 61 milioni sull’utile netto 2020, e finanzierà l’acquisizione tutta a debito, con un rapporto di 3,4 volte fra debito netto ed Ebitda a fine 2020: in linea con quanto annunciato in sede di Ipo, l’obiettivo è ridurlo a 2-2,5 volte nel medio lungo termine, dice Nexi. Che gestisce la metà dei Pos italiani e i pagamenti digitali di 890 mila commercianti, serviti in due modi: attraverso le banche o direttamente. Oltre ai contratti acquistati da Intesa, Nexi ha infatti già quelli di Mps, Carige e Deutsche Bank.

Intesa sarà partner esclusivo di Nexi fino al 2044 e manterrà, però, la relazione con i clienti. Il tutto tre anni dopo aver ceduto proprio a Nexi la Setefi, che dei Pos gestiva la tecnologia. Sullo sfondo, l’incognita dell’unione fra Nexi e la Sia di Cdp, mentre si profila il consolidamento del settore.

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