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Intesa Sanpaolo, nel piano spunta l’ipotesi di chiusura di 1.000 filiali

«Intesa Sanpaolo sta dando il tocco finale a una nuova strategia per spingere le sue attività di assicurazione e asset management, tagliando al contempo i costi e il numero di agenzie». Lo scrive il Financial Times , che ieri ha dedicato un lungo articolo alle mosse di Carlo Messina, rivelando alcune dettagli della strategia che il ceo di Intesa sta mettendo a punto. Il nuovo piano strategico sarà presentato all’inizio dell’anno prossimo, insieme ai risultati annuali e, scrive il quotidiano della City «includerà la chiusura di centinaia di filiali, lo sfoltimento per centinaia di milioni di euro della base dei costi e la riduzione di un terzo del portafoglio dei non performing loans», secondo quanto avrebbe spiegato lo stesso Messina agli investitori.

Il taglio delle filiali è una conseguenza dell’acquisizione avvenuta a gennaio di quest’anno di Itb, la banca dei tabaccai ribattezzata Banca5, che conta oltre 20 mila punti vendita. Intesa punterebbe a raddoppiarli nell’arco del piano, aumentando anche i servizi e i prodotti distribuiti nelle tabaccherie. Questo andrà inevitabilmente a creare sovrapposizioni, che nell’ottica dell’ulteriore riduzione del cost income (Intesa è tra le banche europee con i costi più bassi del sistema) e lo sviluppo della multicanalità, potrebbe portare secondo il Financial Times alla riduzione «dell’attuale network, formato da 3000 agenzie, di circa un terzo». Quanto ai crediti in sofferenza, l’obiettivo, indicato da Intesa Sanpaolo alla Bce, sempre secondo l’ Ft , sarebbe quello di portare dal 14,4% al 10,5% il peso in portafoglio degli Npl entro il 2020.

Sul fronte dei ricavi, Messina starebbe invece predisponendo «un piano aggressivo per aumentare la quota di mercato nell’attività assicurativa e rafforzare le attività di gestione del risparmio con l’aggiunta di altri 100 miliardi», secondo le voci, in modo da cambiare il profilo dei ricavi di Intesa Sanpaolo in un momento di tassi bassi, che vede anche «il rischio di una nuova fase di volatilità per il settore bancario». Ma il Financial Times ritiene anche che il nuovo piano di Messina sia la risposta al rafforzamento del principale concorrente, Unicredit, «con l’arrivo di Jean Pierre Mustier» che attraverso l’aumento di capitale da 13 miliardi ha provocato uno «spostamento da parte degli investitori da Intesa a Unicredit».

Federico De Rosa

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